“L’abbiamo saputo dalla tv”: trapianto di cuore ‘bruciato’ a bimbo, la denuncia shock della madre

L'ospedale Monaldi


Quella che doveva essere la vigilia di una nuova vita si è trasformata in un incubo per una famiglia napoletana. Francesco (nome di fantasia), un bambino di soli due anni e tre mesi nato con una grave malformazione cardiaca, è ora sospeso tra la vita e la morte all’ospedale Monaldi di Napoli.

Il piccolo è da 50 giorni in coma farmacologico, le funzioni vitali sono supportate dalle macchine.

Il tragico errore: un organo compromesso dal ghiaccio

Il cuore destinato a Francesco era arrivato da Bolzano il 23 dicembre scorso. Tuttavia, secondo quanto emerso, l’organo sarebbe giunto a Napoli già irrimediabilmente lesionato.

La causa? Un errore fatale nel trasporto: l’utilizzo di ghiaccio secco avrebbe letteralmente “bruciato” il tessuto cardiaco, rendendolo inutilizzabile. Nonostante ciò, l’intervento è stato eseguito, portando a un rapido e drammatico declino delle condizioni del piccolo.

“In ospedale ci avevano detto solo che il trapianto non era riuscito. Abbiamo scoperto dai media che a mio figlio hanno trapiantato un cuore che non funzionava”, denuncia la madre come riportato da Il Mattino.

Le indagini e i provvedimenti

Il caso ha fatto scattare una doppia inchiesta delle Procure di Napoli e Bolzano. Al centro del mirino degli inquirenti ci sono due fasi critiche:

Le responsabilità sul confezionamento e il trasporto dell’organo dal Trentino alla Campania.

Perché l’équipe chirurgica del Monaldi ha proceduto al trapianto se l’organo presentava lesioni visibili?

L’azienda ospedaliera ha già preso i primi provvedimenti cautelativi: sospensione dall’attività di trapianto per i due chirurghi dell’équipe (che restano comunque in servizio per altre mansioni), stop temporaneo alle nuove candidature per i trapianti pediatrici presso la struttura, in attesa di chiarire se i protocolli di sicurezza siano stati violati.

Prima dell’intervento, Francesco aveva una probabilità di sopravvivenza del 90%. Oggi, dopo un’emorragia interna e la compromissione di altri organi vitali come il fegato, la situazione è disperata.

Il bambino è nuovamente inserito nella lista d’attesa europea, ma le sue condizioni attuali rendono incerta la possibilità di affrontare un terzo, eventuale, intervento.

Mentre i Carabinieri acquisiscono cartelle cliniche e documenti, resta il dolore di una famiglia che chiede giustizia per quello che appare come un incredibile errore di gestione in una delle eccellenze della sanità meridionale.


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI