Cuore danneggiato al Monaldi, 6 medici indagati. Arrivati anche gli ispettori del Ministero
Feb 19, 2026 - Redazione Vesuviolive
Trapianto fallito, bambino al Monaldi di Napoli
Il bambino ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli non potrà essere sottoposto a un nuovo trapianto di cuore. Dopo un consulto collegiale tra alcuni dei principali specialisti italiani di cardiochirurgia pediatrica, è stata esclusa la possibilità di intervenire nuovamente, nonostante fosse stato individuato un organo compatibile nelle scorse ore.
Il piccolo resta dunque collegato ai macchinari con il cuore già gravemente danneggiato durante il trasporto dell’organo utilizzato nel precedente intervento. Intanto la magistratura ha aperto un’inchiesta: la procura ha già iscritto sei medici nel registro degli indagati per ricostruire la catena di eventi che ha portato alla situazione attuale.
Il consulto dei cardiochirurghi
“Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto” è la conclusione del confronto tra specialisti provenienti da diverse strutture sanitarie italiane riuniti presso l’Azienda ospedaliera dei Colli. Tra loro anche esperti di centri di riferimento nazionali per i trapianti di cuore pediatrici.
Il confronto tra i medici è stato definito un momento di valutazione condivisa e approfondita, svolto direttamente al letto del paziente e sulla base degli esami clinici più recenti. Al termine della riunione, la direzione sanitaria ha informato il Centro nazionale trapianti e ha espresso vicinanza alla famiglia del bambino.
Indagini e verifiche istituzionali
Nel frattempo sono arrivati in ospedale anche gli ispettori inviati dal Ministero della Salute per acquisire la documentazione relativa al caso del cuore trapiantato e risultato danneggiato. Un contributo alle verifiche potrebbe arrivare anche dagli accertamenti avviati dalla Regione Campania.
“È una vicenda molto dolorosa e c’è il rispetto delle istituzioni, prima di tutto verso il bambino e verso la famiglia”, ha dichiarato il presidente della Regione Campania Roberto Fico, che ha incontrato la madre del piccolo e annunciato controlli e accertamenti approfonditi sulla vicenda.
Le condizioni cliniche del bambino
Il bambino è ricoverato da circa due mesi ed è mantenuto in vita grazie alla respirazione extracorporea. La sedazione è stata sospesa, ma il quadro clinico resta estremamente grave. La famiglia, dopo settimane di speranza, ha preso atto della decisione dei medici.
“Non sarebbe sopravvissuto all’intervento per un nuovo trapianto di cuore”. Lo ha spiegato il cardiochirurgo Carlo Pace Napoleone, tra i componenti del comitato di esperti che ha valutato il caso.
“Il rischio estremamente probabile, procedendo all’intervento di trapianto, sarebbe stato quello di una emorragia cerebrale massiva di fronte alla quale qualunque sforzo si sarebbe vanificato. A fronte di tutto questo, abbiamo ritenuto che non ci siano le condizioni per poter andare avanti e fare un nuovo trapianto al bambino: siamo stati concordi sul fatto che non avrebbe superato l’intervento, e noi avremmo destinato male un organo che rappresenta una risorsa preziosa.“
