De Laurentiis una furia dopo Atalanta-Napoli: ecco cosa ha fatto il presidente azzurro


La sconfitta del Napoli sul campo dell’Atalanta continua a far discutere. Non tanto – o non solo – per il risultato finale, quanto per una direzione di gara giudicata da molti controversa e penalizzante per gli azzurri.

Nel mirino delle critiche è finito l’arbitro Daniele Chiffi, coadiuvato dal VAR, per due episodi chiave che avrebbero inciso in maniera determinante sull’andamento della partita. Il primo nel corso del primo tempo, quando il direttore di gara aveva inizialmente concesso un calcio di rigore a Rasmus Højlund per un contatto con Isak Hien, salvo poi tornare sui propri passi dopo l’on field review. Una decisione che ha lasciato perplessi tifosi e addetti ai lavori, convinti che il contatto fosse sufficiente per la concessione del penalty.

Ancora più acceso il dibattito nella ripresa, quando il gol del possibile pareggio firmato da Gutierrez è stato annullato per un presunto fallo sullo stesso Hien, giudicato da molti inesistente. Due episodi speculari, valutati in modo opposto, che hanno alimentato la sensazione di mancanza di coerenza nelle decisioni arbitrali.

A caldo, davanti alle telecamere, è intervenuto il direttore sportivo Giovanni Manna, che ha espresso tutto il malcontento del club partenopeo, sottolineando proprio l’incongruenza dei giudizi tra le diverse situazioni di gioco.

Ma il malumore non si sarebbe fermato alle dichiarazioni ufficiali. Secondo un retroscena emerso nel corso della trasmissione Pressing, la reazione più dura sarebbe arrivata direttamente dal presidente Aurelio De Laurentiis. Il patron azzurro, molto contrariato per gli errori arbitrali subiti, nel pomeriggio successivo alla gara avrebbe contattato personalmente il numero uno della FIGC, Gabriele Gravina.

«Nel pomeriggio ci sarebbe stata una telefonata di Aurelio De Laurentiis a Gravina. Non se ne conoscono i toni», hanno riferito le fonti Mediaset. Quel che è certo è che in casa Napoli la sensazione di essere stati penalizzati è forte, e l’episodio di Bergamo rischia di lasciare strascichi pesanti, non solo in classifica ma anche nel rapporto di fiducia con la classe arbitrale.


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