Il retroscena di Insigne sull’addio al Napoli: “I tifosi si aspettavano sempre di più”
Mar 13, 2026 - Redazione Vesuviolive
Lorenzo Insigne al Napoli
Lorenzo Insigne rompe il silenzio e si racconta senza filtri. In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, l’ex capitano del Napoli ricostruisce gli ultimi anni: l’addio alla città che lo ha cresciuto, l’avventura canadese, il ritorno in Italia con la maglia del Pescara. E sulle ragioni della partenza da Napoli è diretto: «I tifosi si aspettavano sempre di più, le mie energie mentali erano finite».
Dodici anni in azzurro, una Coppa Italia, una Supercoppa e la fascia da capitano. Eppure, nel 2022, Insigne scelse Toronto. Una scelta che oggi, col senno di poi, ammette di valutare in modo diverso: «Professionalmente no, mi aspettavo un calcio diverso. Ho avuto qualche problema fisico e non hanno conosciuto il vero Insigne». Ma non si pente: «Chiunque avrebbe fatto la stessa scelta».
Lo scudetto sfumato e il rimpianto per Sarri
Il capitolo Napoli resta aperto, almeno emotivamente. Il rimpianto più grande non è lo scudetto vinto dalla squadra l’anno dopo la sua partenza — «L’ho festeggiato in Canada» — ma quello più antico, quello della stagione con Maurizio Sarri: «Mi dispiace non averlo vinto l’anno dei 91 punti, quello sì». Una stagione che rimane nella memoria collettiva del calcio italiano come una delle più brillanti mai giocate da una squadra senza poi raccogliere il titolo.
Sull’addio al Napoli Insigne è onesto: «Dopo 12 anni era giusto cambiare, forse non così lontano, ma vabbè. Non do colpe a nessuno, però andar via non è stato semplice». E aggiunge un dettaglio che pesa: avrebbe potuto rinnovare, restare, rincorrere quello scudetto poi vinto nel 2023. «Eh sì, ho perso tanto».
Il ritorno: solo Pescara, nessun’altra squadra di B
Chiusa l’esperienza canadese, il ritorno in Italia non è stato immediato. Sei mesi di allenamento individuale, nessuna squadra disposta a rischiare. Poi la telefonata di Marco Verratti ha cambiato tutto: «Mi ha detto: ti aspettiamo fino all’ultimo giorno di mercato». Una fiducia che Insigne ha ricambiato con due gol e una leadership ritrovata in un gruppo giovane e affamato.
La scelta del Pescara, ultimo in Serie B, non è stata casuale: «In questa categoria sarei venuto solo qui. Ho voluto chiudere il cerchio dopo 14 anni». Ora l’obiettivo è la salvezza, con la stessa fame di chi sa di avere ancora qualcosa da dimostrare.
