Villa Sora svela nuovi tesori, scoperto l’affresco di una creatura mitologica: le novità dagli scavi
Giu 15, 2026 - Giuseppe Mennella
Nuove straordinarie scoperte emergono dagli scavi di Villa Sora, l’antica residenza romana affacciata sul Golfo di Napoli a Torre del Greco. I risultati della campagna di indagini 2025-2026, presentati a Palazzo Vallelonga.
L’evento — promosso nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026 — è stato organizzato in collaborazione con il Comune di Torre del Greco e la Banca di Credito Popolare di Torre del Greco, con il coordinamento scientifico di Domenico Camardo, Marina Caso e Federica Colaiacomo, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.
Tra i ritrovamenti più significativi figurano raffinati affreschi, elementi architettonici in marmo e un’eccezionale rappresentazione di un ittiocentauro alato, figura mitologica rarissima che conferma il prestigio della villa al momento della sua massima espansione.
Villa Sora, una delle residenze più prestigiose della costa vesuviana
Costruita intorno alla metà del I secolo a.C. e ampliata nei decenni successivi, Villa Sora si estendeva per circa 150 metri lungo la costa di Torre del Greco. Considerata una delle più sontuose ville d’otium di rango senatorio e imperiale dell’area vesuviana, rappresentava un vero simbolo di lusso e potere per le élite romane.
Le nuove indagini, avviate nel novembre 2025 grazie a un finanziamento ministeriale di 150mila euro nell’ambito della Campagna nazionale di scavi archeologici, sono le prime sistematiche effettuate sul sito dopo oltre trent’anni. Il progetto è stato realizzato dal Parco Archeologico di Ercolano con il supporto del Packard Humanities Institute e il sostegno del Comune di Torre del Greco attraverso Art Bonus.
“Aprire cantieri e laboratori al pubblico, condividere le scoperte nel momento stesso in cui emergono: questo è il senso più profondo delle Giornate Europee dell’Archeologia e dell’impegno del Parco a Villa Sora. Le indagini di questa campagna restituiscono dati straordinari sulla qualità architettonica e decorativa della villa, confermandone il rango eccezionale nel panorama delle residenze di lusso del Golfo di Napoli”, ha dichiarato Federica Colaiacomo, direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.
Gli affreschi con aironi e la scoperta dell’ittiocentauro alato
Le attività si sono concentrate nell’ambiente 22, uno spazio di circa dieci metri quadrati caratterizzato da una decorazione particolarmente ricca.
Gli archeologi hanno recuperato numerosi frammenti di intonaco dipinto appartenenti alle pareti e al soffitto. Le analisi preliminari datano gli affreschi intorno al 50 d.C., evidenziando l’opera di maestranze capaci di introdurre elementi innovativi nel linguaggio artistico dell’epoca.
Le pareti, decorate su fondo nero e scandite da eleganti fasce in cinabro, presentano raffinati candelabri dorati animati da aironi raffigurati con notevole realismo. Il soffitto, invece, era impreziosito da ghirlande, fregi e figure mitologiche.
Proprio dai frammenti del soffitto è emersa una delle scoperte più sorprendenti della campagna: la ricomposizione di un ittiocentauro alato, creatura mitologica metà uomo e metà essere marino. Gli studiosi sottolineano l’eccezionalità della rappresentazione, caratterizzata da una forte resa plastica, ricchi effetti chiaroscurali e una posa dinamica che la rende protagonista assoluta della decorazione.
Capitelli in marmo, cistae plumbee e una villa ancora in cantiere nel 79 d.C.
Gli scavi hanno restituito anche tre cistae plumbee finemente decorate, probabilmente realizzate dalla stessa officina artigianale, insieme a importanti elementi architettonici in marmo bianco.
Particolarmente significativo il ritrovamento di un capitello corinzieggiante con motivo liriforme, conservatosi in condizioni eccezionali e attribuito al linguaggio artistico dell’età augustea.
Secondo gli archeologi, la presenza di questo capitello e di numerosi altri frammenti marmorei suggerisce che i materiali fossero stati accantonati per lavori di ristrutturazione in corso. Un dettaglio che racconta un aspetto inedito della storia della villa: al momento dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., il complesso era ancora interessato da un importante cantiere edilizio.
Nuove prospettive per il sito archeologico
La campagna 2025-2026 conferma dunque il valore straordinario di Villa Sora e apre nuove prospettive di ricerca. Gli studiosi sono ora impegnati nella ricostruzione dei frammenti pittorici e nello studio del complesso programma decorativo del soffitto.
Le future campagne di scavo punteranno ad ampliare ulteriormente le aree indagate e a realizzare nuovi percorsi di visita, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile uno dei patrimoni archeologici più preziosi di Torre del Greco e dell’intera fascia costiera vesuviana.
