Verso la Città Vesuviana tra identità, futuro e difesa del territorio: presentato il libro

Presentazione del libro Città Vesuviana


Si è tenuta giovedì 12 marzo 2026, presso la Biblioteca di Cultura Vesuviana di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano, la presentazione del libro “Verso la città vesuviana – Lo stato di fatto e le nuove frontiere”, un momento di confronto di alto profilo culturale e politico che ha rimesso al centro del dibattito pubblico il tema dell’identità vesuviana come elemento fondamentale per la costruzione del futuro dell’intera area.

Verso la città vesuviana: presentazione del libro a San Giorgio

L’iniziativa, promossa dall’ex sindaco di San Giorgio a Cremano Aldo Vella, da anni tra i principali sostenitori del progetto della Città Vesuviana, ha visto la partecipazione di parlamentari, amministratori, studiosi, economisti e rappresentanti del mondo associativo, tutti uniti dalla volontà di costruire una visione strategica comune per un territorio che conta circa 600.000 abitanti e rappresenta una delle aree più dense di storia, cultura e potenzialità dell’intera area metropolitana di Napoli.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del deputato Alessandro Caramiello, presidente dell’intergruppo parlamentare Sud, aree fragili e le isole minori, del presidente della Fondazione Convivenza Vesuvio Vincenzo Coronato, del presidente del Laboratorio ricerche e studi vesuviani Cesare Correnti all’ex parlamentare Aldo Cennamo.

Hanno preso parte all’evento anche l’economista Francesco Saverio Coppola, il docente di storia moderna dell’Università di Salerno Alfonso Tortora e il giornalista Emilio Caserta, contribuendo ad arricchire il dibattito con riflessioni sul valore strategico di una pianificazione territoriale unitaria dell’area vesuviana.

A concludere l’incontro è stato lo stesso Aldo Vella, che ha ribadito la necessità di trasformare l’idea della Città Vesuviana in una vera prospettiva amministrativa e culturale capace di mettere in rete i comuni del territorio, rafforzando il peso politico e strategico dell’area all’interno della Città Metropolitana di Napoli, proprio come suggerito anche nel Rapporto SVIMEZ 2025 per il rafforzamento delle comunità territoriali.

Uno dei temi centrali emersi durante l’incontro è stato quello della difesa dell’identità vesuviana, considerata non solo un elemento culturale ma una leva concreta di sviluppo. Un’identità forte, condivisa e consapevole – è stato sottolineato – rafforza anche l’identità napoletana e contribuisce a restituire orgoglio ad un territorio che per troppo tempo ha subito narrazioni negative.

In questo contesto, particolare attenzione è stata dedicata anche al Progetto Rischio Vesuvio, da anni portato avanti dalla Fondazione Convivenza Vesuvio insieme all’intergruppo parlamentare Sud, aree fragili e isole minori. Un progetto che punta a cambiare il paradigma della gestione del rischio vulcanico, evitando ipotesi di trasferimenti forzati verso il Nord Italia in caso di emergenza e proponendo invece un modello basato sul rafforzamento delle aree interne del Sud, nel rispetto dei diritti delle comunità vesuviane a restare nella propria terra.

Su questo punto, Alessandro Caramiello ha evidenziato l’importanza di politiche nazionali capaci di coniugare sicurezza e dignità territoriale, mentre Vincenzo Coronato ha ricordato il lavoro portato avanti negli anni per sensibilizzare istituzioni e cittadini sulla necessità di una pianificazione più equa e sostenibile.

Nel suo intervento, il giornalista Emilio Caserta, tra i più giovani relatori (con un suo intervento anche all’interno del libro) ha invece posto l’accento sulla necessità di recuperare il senso di appartenenza tra le nuove generazioni: «Per troppi anni – ha sottolineato – i giovani del Sud hanno perso l’orgoglio della propria identità. Recuperare la coscienza di essere vesuviani e napoletani significa recuperare anche la consapevolezza della nostra storia e del nostro valore. Solo così possiamo costruire una nuova classe dirigente che creda davvero nel territorio, nel progetto della Città Vesuviana ed in una Napoli che torna Capitale».


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