Epatite A e frutti di mare vietati: perché la Zuppa di Cozze è salva

Zuppa di cozze


A seguito dell’ordinanza emanata dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, sul divieto relativo ai frutti di mare per contrastare l’aumento di casi di Epatite A, in molti si stanno chiedendo se sarà possibile mangiare, quest’anno, uno dei piatti tipici della Pasqua partenopea: la Zuppa di Cozze. Vista l’emergenza in atto è consigliabile consumare la pietanza prestando attenzione ad alcuni accorgimenti.

Epatite A a Napoli: i consigli per la Zuppa di Cozze

Stando al recente provvedimento emanato dall’amministrazione comunale, a seguito dell’aumento insolito di pazienti affetti da Epatite A, entra in vigore il divieto di consumo dei frutti di mare crudi in tutti gli esercizi pubblici locali mentre resta consentita la vendita. Sarà, dunque, comunque possibile acquistarli e prepararli in casa.

L’epatite A è un’infezione acuta del fegato, causata dal virus HAV, che si trasmette principalmente per via oro-fecale, cioè attraverso ingestione di acqua o cibi contaminati oppure per contatto stretto con una persona infetta.

Nella trasmissione alimentare, un ruolo importante può essere svolto da alcuni cibi consumati crudi o non sufficientemente cotti, in particolare i molluschi bivalvi, ma anche acqua contaminata, frutta, verdura e frutti di bosco. I molluschi bivalvi, come cozze, vongole e ostriche, possono accumulare particelle virali durante la filtrazione di acque contaminate, per questo il consumo crudo o poco cotto rappresenta un rischio che va evitato.

Un rischio che dovrebbe essere aggirato con la pulizia accurata e la successiva cottura dei prodotti. Dunque per consumare frutti di mare in tranquillità, anche in vista della Pasqua, è fondamentale far cuocere i cibi a lungo e ad alte temperature per prevenire la trasmissione, dopo averli igienizzati accuratamente.


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