Chi era Giacomo, ammazzato di botte in piazza davanti al figlio piccolo: è morto a 47 anni

Giacomo Bongiorni, l'uomo morto a Massa


Ha indignato l’intera comunità l’omicidio di Giacomo Bongiorni, il 47enne morto dopo essere stato brutalmente picchiato da una baby gang, sotto gli occhi increduli del figlio di 11 anni e della compagna, a Massa Carrara.

Chi era Giacomo Bongiorni: morto di botte a Massa Carrara

Giacomo, 47 anni, nato a Viareggio, lavorava come responsabile nel settore metalmeccanico all’interno dello stabilimento di Pignone. Grande professionista e amorevole papà, lascia una figlia quasi 18enne, un ragazzo di 11 anni e la compagna che tra pochi mesi avrebbe sposato.

Un tragico destino quello di Giacomo che lo scorso sabato sarebbe stato aggredito selvaggiamente in piazza Felice Palma. Era uscito per fare un giro con il figlio e la compagna quando alla vista di alcuni giovani che stavano lanciando bottiglie contro una vetrina avrebbe pensato di fermarli, richiamandoli.

Di qui il feroce pestaggio: Giacomo sarebbe caduto battendo la testa per poi perdere la vita a seguito di un arresto cardiaco. A nulla sarebbero serviti i tentativi da parte dei sanitari di rianimare l’uomo. Pare che con lui ci fosse anche il cognato, finito in ospedale per alcune fratture.

Intanto sono stati identificati gli aggressori, due maggiorenni e un minorenne. I maggiorenni hanno 23 e 19 anni e sono entrambi di nazionalità rumena. Proseguono le indagini per ricostruire con esattezza la dinamica della vicenda.

Giacomo Bongiorni era un mio compagno di classe. Sapere che è morto a causa di una violenza degenerata, messa in atto da ragazzini è doppiamente doloroso.. Giacomo era un papà, e ha agito in quanto tale oltre che da cittadino. Mi chiedo ora dove siano i papà di quei ragazzi e anche dove siano gli altri cittadini, quelli che ci governano pensando che parlare di educazione emotiva a scuola non serva a nulla. Ma anche quelli che non mettono in piedi nessuna offerta alternativa credibile per i giovani, che oggi hanno evidentemente bisogno di altro per una socializzazione sana e rispettosa” – ha scritto Francesca Fialdini.

Ora però piango un compagno di giochi, un padre di famiglia, e anche un bambino – suo figlio – che ha visto tutto. Come città dovremmo stare vicino alla sua famiglia. Non con la rabbia della vendetta ma con la salda convinzione che questa tragedia debba trasformare le coscienze di questa comunità ferita. E impoverita. Ciao Giacomo! Ragazzone sorridente”.


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI