Salvato da aneurisma a 58 anni, intervento record a Napoli: è il primo al Centro-Sud
Apr 14, 2026 - Redazione
Aneurisma, intervento record al Monaldi di Napoli
Un altro intervento di successo è stato eseguito a Napoli, all’ospedale Monaldi, dove un uomo di 58 anni, colpito da un grave aneurisma e da un difetto della valvola aortica, è stato salvato. Si tratta della prima operazione del genere eseguita in una struttura del Centro-Sud Italia.
Salvato da aneurisma: intervento record al Monaldi di Napoli
È un intervento delicato e molto innovativo quello realizzato al Monaldi di Napoli, per la prima volta al Centro-Sud, realizzato dall’equipe dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia Vanvitelli-Monaldi Azienda Ospedaliera dei Colli, diretta dalla professoressa Marisa De Feo e composta dal professor Alessandro Della Corte, dal dottor Ciro Bancone e dalla dottoressa Antonietta La Montagna, con la collaborazione dell’anestesista Manuela Angelone e del personale tecnico perfusionista e infermieristico di sala operatoria.
L’operazione, effettuata nelle scorse settimane, ha consentito di trattare in un unico tempo chirurgico un aneurisma esteso al primo tratto dell’aorta, che interessava sia il segmento ascendente sia l’arco aortico, associato anche a un vizio funzionale della valvola aortica. Si tratta di condizioni particolarmente delicate, perché coinvolgono un’area da cui originano i vasi che portano sangue al cervello e agli arti superiori, rendendo l’intervento molto complesso e ad alto rischio.
L’intervento ha previsto la sostituzione della valvola aortica, dell’aorta ascendente e dell’intero arco aortico, con reimpianto dei tronchi sopra-aortici, attraverso la tecnica del “Frozen Elephant Trunk”, oggi considerata tra le più evolute per il trattamento delle patologie complesse dell’aorta toracica. Questa metodica permette di affrontare in modo più efficace quadri clinici che in passato richiedevano procedure più gravose e associate a maggiori rischi.
L’elemento di particolare rilievo è stato l’impiego della protesi di nuova generazione, un dispositivo innovativo che consente di ridurre ulteriormente i tempi di arresto del circolo e di semplificare passaggi cruciali dell’intervento, in particolare il trattamento della succlavia sinistra, vaso spesso difficile da raggiungere per posizione anatomica e fragilità.
Un ulteriore vantaggio della nuova protesi è la possibilità di personalizzare il dispositivo sulla base delle caratteristiche anatomiche del paziente. La pianificazione tecnica è stata infatti sviluppata in stretta collaborazione tra cardiochirurghi, specialisti clinici e ingegneri, a partire dalle immagini TAC preoperatorie, così da ottenere una soluzione su misura e il più possibile adeguata al quadro clinico. L’intervento si è svolto senza complicanze e il paziente è stato dimesso dopo una settimana in ottime condizioni cliniche.
