Grave lutto per Marco D’Amore, è morto il papà: “Un mese di dolore, mano nella mano”


Grave lutto per Marco D’Amore, celebre attore e regista napoletano, divenuto noto in particolare per la serie televisiva Gomorra: come annunciato da lui stesso, è morto il suo papà.

Lutto per Marco D’Amore, è morto il papà: il dolore dell’attore

A comunicare la tragica notizia è stato lo stesso D’Amore, tramite i suoi profili social. Condividendo una foto di quando era bambino, ha voluto ricordare il suo papà scomparso, con un post che ha scatenato centinaia di reazioni commosse.

“Addio papà, riposa in pace. Chi stima il mio lavoro deve sapere che tu sei stato fonte inesauribile di ispirazione e che crescendo ho fatto di tutto per somigliarti. Grazie per avermi reso un lettore famelico, appassionato. Grazie per tutta la musica ascoltata insieme ed insieme cantata a squarciagola. Grazie per avermi fatto innamorare di Napoli, lontana chilometri da quella delle cartoline e degli stereotipi, ma quella della storia e della cultura, delle intelligenze che l’hanno attraversata e dei conflitti che la agitano” – ha scritto.

“In questo mese di dolore, passato mano nella mano, siamo entrati in una intimità che ci ha permesso confidenze e racconti, tra lacrime e sorrisi. Cosa che, forse, riesce solo quando si soffre davvero. Così, i nostri ruoli, si sono ribaltati: tu sei stato il figlio che non ho mai avuto, io sono diventato il padre che non sono mai stato”.

“Nelle mie mani hai affidato le tue fragilità, le tue paure. Ho provato ad accarezzarti con tutta la delicatezza di cui sono capace. Serberà nel cuore e nella memoria quello che mi hai raccontato, ne farò tesoro, non lascerò mai che si estingua il tuo ricordo. Ciao Marcellino mio, ora che sei nella luce, finalmente libero dai patimenti del corpo, ti prego di non dimenticarti di me, proteggimi dalla malvagità del mondo e dalla cattiveria degli esseri umani da cui non ho imparato ancora a difendermi”.

“Io continuerò a fare il mio, così come mi hai insegnato, così come so tu vuoi io faccia. Ti aspetto, vienimi a trovare, anzi come cantava Sergio Bruni che amavi tanto ‘vieneme ‘nzuonno si, vieneme ‘nzuonno”.


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