“Stazione Tribunale pronta a Pasqua”: la promessa mancata di Manfredi
Apr 25, 2026 - Francesco Pipitone
Apertura stazione Tribunale - La promessa mancata di Manfredi
Un’altra promessa, un altro rinvio. A febbraio il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi aveva annunciato con entusiasmo sui social l’apertura della nuova stazione Tribunale della Linea 1 della metropolitana entro Pasqua, ovvero entro il 5 aprile 2026.
Le parole erano state nette e ottimistiche: “Stiamo facendo grandi passi in avanti, contiamo di aprire al pubblico entro Pasqua la nuova stazione Tribunale della Linea 1 della metropolitana. È un’apertura attesa che renderà più semplice muoversi nel cuore della città.” La Pasqua è passata. La stazione Tribunale è ancora chiusa.
Un cantiere che va avanti da mesi
Non è che la fermata non esista: la struttura è completata da tempo, e le prove tecniche per l’apertura erano partite già lo scorso novembre. Proprio per questo motivo, la metro ogni settimana chiude in anticipo di due ore, per tre o quattro giorni, per consentire i collaudi tecnici. Mesi di disagi per i pendolari, di corse tagliate in anticipo la sera, di attese prolungate alle banchine — tutto giustificato dalla promessa imminente di una nuova fermata. Una promessa che continua a spostarsi in avanti.
Ora il Comune parla di maggio. La nuova fermata aprirà entro maggio, con qualche settimana di ritardo rispetto alla deadline. Formulazione vaga, senza una data precisa, che lascia aperta la possibilità di ulteriori slittamenti.
Cosa sarà la stazione Tribunale
Al netto dei ritardi, l’opera ha una rilevanza reale per la mobilità cittadina. La stazione sorge alle spalle della sede della Procura della Repubblica di Napoli e diventerà il nuovo capolinea della Linea 1, sostituendo l’attuale attestazione al Centro Direzionale. Avrà due ingressi: uno in via Domenico Aulisio e l’altro in via Nuova Poggioreale.
La fermata è stata progettata dall’architetto svizzero Mario Botta, e si inserisce nel più ampio progetto di estensione della linea verso Capodichino, con le future fermate di Poggioreale e dell’Aeroporto.
Napoli e i cantieri eterni
Il problema non è tanto il ritardo in sé — i collaudi tecnici hanno tempi propri, e le verifiche di sicurezza non si possono accelerare per decreto. Il problema è la comunicazione. Annunciare un’apertura “entro Pasqua” a febbraio, con toni trionfalistici sui social, per poi spostare tutto a maggio senza spiegazioni dettagliate, alimenta quella sfiducia cronica che i napoletani nutrono verso le grandi opere pubbliche.
Una città abituata alle promesse mancate non ha bisogno di altre date scritte sull’acqua. Quando aprirà, la stazione Tribunale sarà una risorsa importante. Ma la prossima volta, forse, meglio evitare annunci prima di avere la certezza.
