Quattro Altari spettacolari: piazze gremite per i concerti, sorpresa ed emozione per lo show dei droni
Giu 15, 2026 - Giuseppe Mennella
Un’edizione dei Quattro Altari che sarà difficilmente dimenticata quella che si è conclusa nella tarda serata di ieri 14 giugno sul porto di Torre del Greco.
Festa dei Quattro Altari, Torre del Greco consolida la sua identità
Se per il ritorno del 2024 ed il bis dello scorso anno – dopo una pausa di 16 anni – la festa ha avuto il sapore della nostalgia e la bellezza del ritorno, l’edizione 2026 dell'”Uttava” va in archivio con una consapevolezza differente che la proietta totalmente nel futuro.

Col senno di poi si può dire che fu “facile”, nel primo decennio del 2000, espiantare una Festa dei Quattro Altari che si stava – da anni – già consumando lentamente nel proprio valore e nella propria forza di farsi amare, da oggi sarà davvero complicato per chiunque scientemente o costretto dalle contingenze voglia pensare di tagliare di nuovo questo cordone ombelicale tra Torre, la sua storia e quello che è oggi, il suo presente ed il suo tessuto sociale.
Un viscerale amore che si legge – e può dirlo chi ha vissuto in strada queste tre giornate – nelle discussioni, nei feedback ed anche nelle timide lamentele per quanto ancora c’è da correggere (è inevitabile che a tutto si possa apportare uno o più miglioramenti): tutte rivolte al “come renderla ancora più bella e fruibile”, sintomo di un amore verso la città che anche in questi momenti viene teneramente coltivato. Che cresce, non senza difficoltà, ma certamente senza sosta.
Concerti, arte e teatro: una festa “capillare” con volti nazionali ed eccellenze locali
Se quasi non v’era dubbio – nemmeno alla vigilia – sulla capacità attrattiva dei tre big di piazza Santa Croce, con i Neri per Caso che hanno aperto le danze, Clementino che si è tuffato in una marea umana e Noemi che ha accompagnato tra melodia ed emozione verso il gran finale, è stato sorprendente vedere come anche gli artisti locali abbiano attirato tanti appassionati e curiosi.

Chapeau per la kermesse teatrale coordinata da Antonello Aprea che ha coinvolto numerose realtà cittadine e per i gruppi musicali che si sono esibiti nei vari mini-palchi installati dalla Spiaggia del Fronte a Corso Vittorio Emanuele, da Piazza Luigi Palomba a Via Comizi.
Una festa resa “capillare” anche dalla tecnologia ed è questo un altro elemento che proietta la Festa nel futuro.
Un’iniziativa capace di replicare e raddoppiare l’idea dello scorso anno volta a trasmettere in villa Comunale Ciaravolo, dove il Villaggio dei Sapori ha messo insieme tante realtà gastronomiche del territorio, i concerti del palco centrale. Infatti, un secondo schermo era presente al Mac3, l’area esterna al Museo virtuale del corallo e del cammeo.
I giovani protagonisti della “festa nella festa”
Quello che è accaduto nella nuova area di via Circumvallazione merita una menzione a parte: il palco attorno al quale si sono condensate le iniziative organizzate dal Forum dei Giovani è stata davvero una “festa nella festa”, con quattro mini-altari, il vicino tappeto, il Museo aperto straordinariamente nelle ore serali, un mini punto di ristoro ed artisti di tutto rispetto ad alternarsi sotto i riflettori.
Per meglio dire, artisti di “massimo rispetto” a partire da Tony Tammaro per finire ai “torresissimi” Funky Pushertz. Un’area nuova per una mentalità nuova: non sarebbe assurdo – vista anche la posizione decentrata del Mac3 rispetto ai luoghi storici dei Quattro Altari, immaginare che quella del Forum possa diventare un vero spin off della Festa, con una propria dimensione e valorizzazione, nell’ottica di accompagnare una generazione che ha voglia di mettersi in gioco ad acquisire le capacità gestionali e manageriali necessarie per contribuire domani (attenzione, domani e non dopodomani) all’organizzazione complessiva dell’evento.
Altari e tappeti, simboli moderni su un’arte antichissima. L’altare di Seme fa il giro del mondo
Ogni festa che si rispetti ha il proprio “casus” e quello del 2026 è stata la polemica attorno all’altare di Largo Costantinopoli. L’installazione di Salvatore Seme dal titolo “Fractio panis” ha suscitato le proteste della comunità ebraica per un’interpretazione di una parte del dipinto reputata offensiva per il popolo ebraico.

Mentre sia l’artista che l’amministrazione comunale si sono affrettati a spiegare che non vi è mai stato nessun intento discriminatorio né – tantomeno – antisemita nell’opera d’arte, la città si è stretta di fatto attorno al proprio artista apprezzando, fotografando e difendendo l’altare. In testa, proprio il primo cittadino Luigi Mennella che dal palco ha memorabilmente ricordato che Torre del Greco è città di inclusione ed apertura.
Tanti tra le voci solitamente più “critiche” verso la Festa e verso l’amministrazione hanno sostenuto all’unisono il lavoro di Salvatore Seme, pittore esperto di arte sacra per la prima volta autore di un altare.
La mastodontica installazione ha fatto, involontariamente, il giro dei social. Al netto della diatriba polemica, il fatto ha spinto tantissimi ad apprezzare l’immane lavoro di tutti gli artisti coinvolti nella festa.
Denominatore comune l’incontro tra simbolismo classico ed elementi moderni che si accostano praticamente su ciascuno dei quattro altari e dei quattro tappeti, a diventare catechesi visiva comprensibile a tutti, nel solco del tema scelto quest’anno che è l’Eucarestia. Il pane spezzato, si nota ancora sulle opere, è sempre il punto di conversione tra i richiami ai peccati e alle difficoltà della vita e la possibilità di salvezza e redenzione.
Sorpresa in apertura ed in chiusura: musica dai balconi e spettacolo di droni
L’intento dell’Ufficio Cultura che ha curato l’organizzazione dell’evento pare essere stato quello di sorprendere torresi e non. A cominciare dall’apertura della festa, venerdì 12 giugno in piazza Santa Croce con l’esibizione di musicisti dai balconi attorno alla “parrocchia” per eccellenza di Torre del Greco.
Sorpresa fino alla fine quando sul porto cittadino, allo scoccare della mezzanotte di ieri 14 giugno, tantissimi erano col naso all’insù aspettando lo spettacolo pirotecnico ed invece hanno assistito a bocca aperta ad un drone show inedito con punti luminosi che hanno scritto nel cielo frasi iconiche e simboli della città, dal corallo alle navi, dal simbolo dei Quattro Altari allo stemma comunale, tra gli applausi della folla.
Spenti i riflettori, prosegue l’estate torrese
Se da oggi è il momento di smontare le luminarie ed i pannelli degli altari, l’estate a Torre del Greco è appena cominciata ed il nome della città è già in agenda per tanti appassionati di eventi.
Un’estate cominciata con il Coral Sound, a cavallo tra maggio e giugno e che ha toccato certamente nell’ultimo weekend il suo punto culturale più alto, proseguirà con la rassegna “TorRidendo” in programma a luglio. Nel frattempo, sono tante le realtà parrocchiali e di quartiere che si apprestano a vivere i loro momenti di festa in un grande puzzle che accenderà la città del corallo praticamente senza soluzione di continuità fino all’autunno, dalla parrocchia di Sant’Antonio (che ha rinviato le celebrazioni esterne per il santo patrono al prossimo fine settimana, proprio per fare spazio ai Quattro Altari) passando per l’Agorà 2.0, l’evento del gruppo Incappucciati che ruota attorno alla chiesa del Carmine e l’appuntamento sacro di Ferragosto con la processione della Madonna Assunta. In mezzo, tanti altri piccoli momenti di festa, di incontro, preghiera e convivialità. Strada per strada, quartiere per quartiere.
Settembre segnerà il ritorno del grande jazz ai Mulini Marzoli dopo il successo dello scorso anno: altre storie da raccontare, altre serate da vivere per una città che attorno alle sue iniziative pubbliche sta ritrovando dimensione, orgoglio ed identità.
