A Napoli lo studio sui centenari per sconfiggere i tumori: svelato il segreto della longevità
Giu 19, 2026 - Veronica Ronza
Team dell'Istituto Tumori Pascale di Napoli
L’Istituto Tumori Pascale di Napoli studia i centenari per combattere il cancro: la ricerca condotta dal polo oncologico partenopeo evidenzia il ruolo del sistema immunitario in relazione alla longevità e alla resistenza alla patologia, aprendo la strada a nuovi vaccini e modelli immunologici innovativi.
Pascale, a Napoli lo studio sui centenari per sconfiggere i tumori
Il progetto Amici è uno studio nato dalla collaborazione tra l’Istituto dei tumori di Napoli, l’Asl di Benevento e la Comunità Montana del Fortore. Oggi, in un convegno al Pascale, sono stati presentati i primi risultati, aprendo uno scenario di ricerca finora poco esplorato.
L’ipotesi è affascinante: alcune infezioni affrontate nel corso della vita potrebbero “allenare” il sistema immunitario a riconoscere e contrastare anche le cellule tumorali. Un meccanismo noto come mimetismo molecolare, basato sulla somiglianza tra alcuni antigeni presenti nei microrganismi e quelli espressi dai tumori.
Una ricerca nata tre anni fa quando, nel maggio 2023, è stato siglato l’accordo tra le istituzioni coinvolte, dando il via alla fase operativa nel febbraio 2024. A guidare la ricerca è il laboratorio di Modelli Immunologici Innovativi del Pascale, diretto da Luigi Buonaguro, che da anni studia il rapporto tra risposta immunitaria e cancro.
Al centro dell’indagine ci sono soprattutto loro: gli ultraottantenni e i centenari del Fortore beneventano. Persone che, oltre ad aver raggiunto età eccezionali, non hanno sviluppato patologie oncologiche nel corso della vita e che per questo rappresentano un modello biologico di straordinario interesse scientifico.
“Lo studio, il cui acronimo significa Affinità tra Microorganismi e Cancro con Immunità cross-reattiva, ha confrontato il profilo immunitario di questi soggetti con quello di pazienti oncologici. I risultati preliminari hanno individuato un particolare pattern di memoria immunitaria nei confronti di specifici microrganismi, prevalentemente virus, capace di distinguere i malati di tumore dai soggetti sani. Non si tratta ancora della prova di un rapporto di causa-effetto. Tuttavia, i dati raccolti suggeriscono l’esistenza di biomarcatori associati a uno stato immunitario potenzialmente più protettivo nei confronti delle neoplasie. Un’indicazione questa che potrebbe avere importanti ricadute future nella medicina preventiva” – ha spiegato Luigi Buonaguro.
Le prospettive sono rilevanti. Se confermati su numeri più ampi, i risultati potrebbero contribuire allo sviluppo di nuove strategie immunologiche contro il cancro: dai vaccini preventivi e terapeutici alle terapie cellulari avanzate, fino alle CAR-T.
Per questo i ricercatori sottolineano la necessità di estendere l’indagine a livello regionale e nazionale, trasformando il patrimonio umano rappresentato dalle aree della longevità in una risorsa scientifica per la ricerca internazionale. Lo studio è stato realizzato anche grazie alla collaborazione con il National Cancer Institute dei National Institutes of Health di Bethesda, negli Stati Uniti, uno dei più importanti centri mondiali per la ricerca oncologica.
