Incendi sul Vesuvio, la denuncia di Potere al Popolo: “I Canadair sono un business per privati”

Spegnimento dell'incendio sul Vesuvio


Torna il periodo dell’anno in cui gli incendi tornano a minacciare il Vesuvio e vaste aree del patrimonio boschivo italiano: Potere al Popolo punta il dito contro il sistema di gestione della flotta nazionale dei Canadair, definendolo un modello che privilegerebbe la logica dell’emergenza rispetto a quella della prevenzione.

Secondo il movimento politico, la gestione degli aerei antincendio rappresenterebbe un esempio di come un servizio essenziale sia stato progressivamente affidato ai privati, con costi sempre più elevati per lo Stato.

La denuncia sulla gestione della flotta

Nel documento diffuso da Potere al Popolo si ricorda come la flotta italiana sia composta da 18 Canadair CL-415, mezzi di proprietà dei Vigili del Fuoco ma la cui gestione operativa è affidata a una società privata specializzata.

Il movimento richiama anche il contratto settennale da circa 479 milioni di euro assegnato alla multinazionale Avincis, evidenziando come la gara sia stata successivamente annullata dal Consiglio di Stato, pur con le rassicurazioni del Ministero dell’Interno sulla continuità del servizio durante la stagione antincendio.

Secondo Potere al Popolo, il modello basato sull’esternalizzazione della gestione dei velivoli presenterebbe criticità sia sul piano economico sia su quello organizzativo, poiché il sistema remunererebbe le ore di volo necessarie agli interventi senza incentivare in maniera adeguata le attività di prevenzione.

Investire sulla prevenzione anziché sull’emergenza

La riflessione del movimento parte anche dalla situazione che, ogni estate, interessa il Parco Nazionale del Vesuvio e numerose altre aree boschive del Paese.

Secondo Potere al Popolo, la maggior parte degli incendi sarebbe riconducibile a comportamenti umani, dolosi o colposi, oltre che alla mancata manutenzione del territorio. Per questo motivo viene sostenuta la necessità di destinare maggiori risorse alla pulizia dei sottoboschi, alla realizzazione di fasce tagliafuoco, al controllo del territorio e alle attività investigative sugli incendi dolosi.

Nel documento si evidenzia inoltre come 18 velivoli vengano ritenuti insufficienti per garantire una copertura efficace dell’intero territorio nazionale durante le stagioni più critiche. Si spiega anche come gli stessi aerei siano comunque stati tecnologicamente superati da altri modelli molto più efficienti: “La flotta nazionale, secondo i Vigili del Fuoco, è composta da 18 Canadair CL-415, con una portata d’acqua di 6.137 litri per velivolo.”

“Nel 2021, durante un’estate particolarmente calda, i Vigili del Fuoco ipotizzarono di arrivare a 8.000 ore di volo contro le 3.500 previste a base d’appalto. Nel 2017, anno terribile per gli incendi, si arrivò addirittura a 10.840 ore. Con 18 aerei, molti dei quali hanno almeno 20-30 anni, considerando che i CL-415 sono entrati in servizio a metà anni Novanta, si fa a dir poco fatica a coprire l’intero territorio del paese”.

“E quando un Canadair è in manutenzione, operazione complessa che richiede pezzi di ricambio non sempre disponibili, quel buco strutturale non lo tappa nessuno. Manca una flotta pubblica di riserva, così come manca una capacità autonoma piena dello Stato ed una visione che tratti l’antincendio come servizio pubblico essenziale, anziché come servizio da comprare sul mercato”.

“La giustificazione ufficiale per questo modello è sempre la stessa: mancano piloti specializzati. Formare un pilota di Canadair richiede molte ore di volo, anni di esperienza e investimenti consistenti. Quindi si preferisce pagare un privato che quei piloti già li ha”.

La proposta di Potere al Popolo

La proposta avanzata dal movimento prevede un progressivo ritorno della gestione della flotta sotto il controllo diretto dello Stato, attraverso investimenti nella formazione pubblica dei piloti, nella manutenzione interna dei mezzi e nel rafforzamento delle strutture dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile.

Per Potere al Popolo, la lotta agli incendi dovrebbe essere considerata un servizio pubblico essenziale e non un’attività affidata alle logiche del mercato.

La denuncia arriva mentre anche il Vesuvio continua a fare i conti con gli incendi estivi, fenomeni che negli ultimi anni hanno causato ingenti danni ambientali e che ripropongono il dibattito sulla necessità di rafforzare non solo i mezzi di spegnimento, ma soprattutto le politiche di prevenzione e tutela del territorio.

Il partito ha già annunciato una serie di interlocuzioni proprio con i responsabili dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio in vista delle settimane più calde sul fronte degli incendi.


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