Assicurazione di viaggio, quanto costa davvero: i numeri che smontano il pregiudizio più diffuso tra gli italiani

Foto di Lutz Dieckmann da Pixabay


Il confronto dei prezzi è ormai un’abitudine consolidata per chi prenota le vacanze. Ma c’è una voce che gli italiani continuano a tagliare per ultima: la polizza viaggio. Ecco perché potrebbe essere l’errore più costoso dell’estate.

C’è un’abitudine tutta italiana che si ripete ogni estate: si confrontano i prezzi dei voli, si scelgono gli hotel più convenienti, si calcolano le spese dei trasferimenti – e poi, all’ultimo, si rinuncia all’assicurazione perché “costa troppo”. Un errore che, in certi casi, può trasformare una vacanza in un vero e proprio salasso.

Il punto è che il “costa troppo” è spesso un pregiudizio più che un dato di fatto. Il costo di un’assicurazione di viaggio dipende da una combinazione di fattori: destinazione, durata e coperture scelte. In genere, i prezzi partono da circa 10 euro per pochi giorni di viaggio e possono arrivare fino a oltre 100 euro per viaggi più lunghi. Non esiste una tariffa fissa: la polizza si calibra sul viaggio specifico, non su un listino standard. Va anche considerata l’età del viaggiatore: per chi ha più di 65 anni, alcune compagnie applicano maggiorazioni significative, proprio perché il profilo di rischio cambia. Stesso discorso per chi parte con patologie preesistenti: in quel caso è fondamentale leggere con attenzione le esclusioni previste dal contratto prima di firmare.

Molti italiani partono convinti di essere coperti dalla tessera sanitaria europea, la cosiddetta TEAM. Ed è vero, ma solo in parte. Se la meta è un Paese extracomunitario con il quale l’Italia non ha stipulato alcuna convenzione bilaterale, la TEAM non è valida: si paga di tasca propria, per intero, senza possibilità di rimborso al rientro in Italia. Chi prenota un volo per la Thailandia, gli Stati Uniti o il Giappone viaggia, di fatto, senza rete.

Ma anche in Europa la copertura pubblica ha limiti concreti. Il rimpatrio sanitario, per esempio, non è mai incluso nella TEAM: anche nell’Unione Europea è sempre consigliabile avere un’assicurazione viaggio, poiché prestazioni molto costose come eventuali rimpatri e rientri sanitari sono a totale carico del viaggiatore. Un’evacuazione medica da una destinazione remota può costare decine di migliaia di euro.

Il mercato delle polizze viaggio funziona in modo molto diverso da quello delle assicurazioni auto. Non esiste un premio standard: il costo finale dipende da quante e quali garanzie si attivano. I valori variano in base alla destinazione, alla durata e ai servizi inclusi nella polizza scelta. Una copertura base per un weekend europeo è una cosa; una polizza completa per tre settimane negli USA con annullamento, bagaglio e assistenza medica illimitata è tutt’altra.

Questo sistema a moduli è, in realtà, un vantaggio per il viaggiatore: si paga solo ciò che serve davvero. Chi parte per una settimana in Grecia con la famiglia non ha bisogno della stessa polizza di chi trascorre due mesi in Asia. Anche la tipologia di viaggio conta: un tour avventura con attività sportive richiede coperture specifiche per gli infortuni, che una polizza standard potrebbe non includere. Allo stesso modo, chi viaggia spesso per lavoro può valutare formule annuali che coprono più spostamenti con un’unica sottoscrizione, risultando molto più convenienti rispetto all’acquisto di singole polizze.

Piattaforme digitali: meno burocrazia, più trasparenza

Negli ultimi anni sono cresciute le piattaforme digitali specializzate, che hanno cambiato il modo in cui si acquistano queste polizze. Heymondo offre prezzi interessanti soprattutto con la formula Lunga Permanenza, valida in tutto il mondo per viaggi superiori ai 90 giorni e rinnovabile anche a viaggio in corso. Le polizze per il viaggio singolo offrono una buona copertura e di norma non prevedono alcuna franchigia. Interessante anche la gestione dell’assistenza tramite app.

L’assenza di franchigia è un dettaglio che spesso passa in secondo piano nella fase di acquisto, ma che pesa enormemente nel momento del sinistro. Con certi operatori tradizionali, la prima parte del rimborso resta a carico dell’assicurato: se la franchigia è di 250 euro e la visita medica ne costa 180, si anticipa tutto senza vedere un rimborso.

Ma cosa ne pensano gli italiani? L’81% dei viaggiatori italiani afferma che l’assicurazione è un modo per sentirsi al sicuro durante il viaggio.

La consapevolezza esiste. Il problema è la percezione del costo, che porta spesso a rimandare la decisione fino all’ultimo o a non prenderla affatto. In realtà, per un viaggio di durata media, la polizza incide sul budget totale meno di quanto si pensi: spesso meno di un pasto al ristorante nella destinazione scelta. Un altro errore comune è aspettare il giorno prima della partenza: alcune garanzie, come la copertura per annullamento del viaggio, scattano solo se la polizza viene sottoscritta entro un certo numero di giorni dalla prenotazione. Prima si acquista, più ampia è la protezione effettiva.

Partire senza copertura non è una scelta di risparmio. È una scommessa. E come tutte le scommesse, a volte va bene, ma quando va male, il conto è salato.


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