Castellammare di Stabia, il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Il sindaco: “Criminalità organizzata nei vuoti amministrativi”

Sciolto il Comune di Castellammare di Stabia per infilitrazioni mafiose


Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha decretato lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia, a causa di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata.

Le irregolarità nel Comune di Castellammare di Stabia

La decisione del Consiglio dei Ministri arriva al termine dell’attività della Commissione d’accesso, nominata dal prefetto di Napoli Michele Di Bari, che per tre mesi ha esaminato gli atti del Comune, al fine di verificare la presenza di eventuali condizionamenti della criminalità organizzata sull’azione amministrativa. Particolare attenzione soprattutto sulle nuove elezioni, nelle quali l’europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo aveva denunciato irregolarità e pressioni camorristiche.

Fra le motivazioni dello scioglimento, che verranno divulgate integralmente dopo la pubblicazione del documento ufficiale, figura anche una gestione irreggolare dei servizi igienici e il coinvolgimento di soggetti pregiudicati nell’allestimento del palco per i festeggiamenti della Juve Stabia e del campo dell’Arena Beach Soccer.

Le parole del sindaco

«Nel massimo rispetto della decisione assunta dal Governo, attendo ora di conoscere le motivazioni del provvedimento che ha disposto lo scioglimento del Comune di Castellammare di Stabia» – ha dichiarato l’ormai ex sindaco Luigi Vicinanza – «Sono convinto di lasciare una città in condizioni migliori rispetto a quelle in cui l’avevo trovata.[…] Ho sempre sostenuto, e lo ribadisco, che è nei vuoti amministrativi che la criminalità organizzata trova lo spazio per radicarsi. Per questo rivendico la scelta di non essermi dimesso e di aver portato a termine il mandato»

Inizia adesso un periodo estremamente buio per Castellammare, che dovrà attendere almeno due anni di commissariamento per le nuove elezioni. Si tratta del secondo in quattro anni, dopo quello del 2022, dovuto alle stesse motivazioni.

Dopo la perdita dei finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il quartiere Savorito, questa nuova instabilità amministrativa rappresenta un’ulteriore battuta di arresto per lo sviluppo e la rigenerazione della città.


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