Commozione al funerale di Luca Esposito. L’amica Mary: “Persone dietro le tragedie. No a giudizi affrettati”
Ago 06, 2026 - Redazione Vesuviolive
Funerale del giornalista Luigi "Luca" Esposito
Una chiesa raccolta nel silenzio, gli occhi lucidi di familiari e amici, una comunità stretta attorno al dolore di chi ha perso una persona cara. Si sono svolti questa mattina, nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Nocera Superiore, i funerali di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista di 53 anni assassinato nella notte tra il 18 e il 19 luglio nelle campagne di Eboli.
L’ultimo saluto si è svolto in un clima di grande riservatezza. Per volontà della famiglia, alla celebrazione hanno preso parte esclusivamente parenti, amici e persone che avevano condiviso un tratto di vita con il cronista. Gli operatori dell’informazione hanno atteso all’esterno della chiesa, rispettando il desiderio dei familiari di vivere il momento lontano dai riflettori.
Il ricordo di una comunità profondamente colpita
Tra le persone presenti alle esequie anche Mary Esposito, amica storica del giornalista, che ha raccontato il forte coinvolgimento emotivo vissuto durante la celebrazione. A colpirla, ha spiegato, è stata soprattutto la partecipazione dell’intera comunità, un segno dell’affetto che circondava Luca e della profonda ferita lasciata dalla sua scomparsa.
Mary ha sottolineato come il funerale sia stato non soltanto un momento di commiato, ma anche un’occasione di riflessione condivisa: “Dietro ogni tragedia ci sono persone, emozioni e fragilità che meritano rispetto, senza giudizi affrettati”, ha dichiarato. Ha inoltre espresso fiducia nel lavoro della magistratura, auspicando che le indagini possano ricostruire pienamente quanto accaduto e garantire giustizia alla vittima.
L’auspicio di verità e l’ultimo saluto
Anche l’ex sindaco di Nocera Superiore, Gaetano Montalbano, ha voluto ricordare Luca Esposito, conosciuto sia come cronista sportivo sia nella sua attività professionale. Ha parlato del dolore che continua ad attraversare la famiglia, invitando a non trasformare una tragedia personale in terreno di polemiche o speculazioni.
Al termine della cerimonia funebre, la salma del giornalista è stata accompagnata nel cimitero comunale della frazione Camerelle, dove riposa accanto ai genitori. Un ultimo saluto accompagnato dalla speranza, condivisa da familiari, amici e dall’intera comunità, che il percorso giudiziario possa fare piena luce sull’omicidio e restituire tutte le risposte ancora mancanti.
Un’inchiesta ancora ricca di interrogativi
L’omicidio continua a essere al centro delle indagini della Procura. Per il delitto è in carcere un cittadino tunisino di 26 anni, irregolare sul territorio italiano e destinatario di un provvedimento di espulsione, accusato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione, oltre che di soppressione di cadavere.
Secondo l’ipotesi investigativa, l’uomo avrebbe aggredito il giornalista e successivamente avrebbe dato alle fiamme il corpo quando la vittima era ancora viva. Si tratta di una ricostruzione che dovrà essere confermata nel corso del procedimento giudiziario, mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti per chiarire tutti gli aspetti di una vicenda che presenta ancora diversi punti da approfondire.
