Bambino trapiantato, ancora in lista d’attesa del Monaldi. Ma per il Bambin Gesù non può essere operato
Feb 15, 2026 - Redazione Vesuviolive
L'ospedale Monaldi
Si continua a cercare in Italia e all’estero un cuore compatibile che possa salvare la vita al bambino di due anni ricoverato a Napoli dopo il trapianto effettuato il 23 dicembre con un organo poi risultato danneggiato. Una corsa contro il tempo che si intreccia con un quadro clinico sempre più delicato.
Secondo la valutazione espressa dagli specialisti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ai quali l’Ospedale Monaldi ha chiesto un secondo parere, le condizioni attuali del piccolo sarebbero gravemente compromesse e tali da non consentire un nuovo intervento. Una posizione che aggiunge ulteriore angoscia alla vicenda.
Condizioni critiche e decisioni ancora aperte
Nonostante il parere dei medici romani, la struttura napoletana mantiene al momento il bambino nella lista dei trapiantandi. Il sanitario che lo ha in cura ritiene infatti che vi siano ancora margini clinici per tentare un secondo trapianto.
Il piccolo sopravvive in coma farmacologico grazie al supporto dell’Ecmo, il macchinario che garantisce la funzione cardiaca e polmonare extracorporea. L’ospedale ha definito le sue condizioni “stabili in un quadro di grave criticità”, ma nel frattempo altri organi starebbero mostrando segni di progressivo peggioramento.
L’appello della madre e la vicinanza della Chiesa
Accanto al letto del bambino c’è la madre, Patrizia Mercolino, che non smette di sperare: «E’ un guerriero. E come lui, io non mollo. Deve arrivare un nuovo cuore per farlo tornare a casa». In ospedale ha ricevuto, in forma riservata, la visita del cardinale Domenico Battaglia.
Con lei l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, che ha sottolineato come, in caso di un eventuale nuovo trapianto, l’intervento non dovrebbe essere eseguito dallo stesso medico che ha operato a dicembre. Lunedì l’équipe multidisciplinare tornerà a riunirsi per una nuova valutazione collegiale.
L’inchiesta della Procura e le verifiche sul trasporto
Parallelamente prosegue l’indagine della Procura di Napoli, avviata dopo la denuncia presentata l’11 gennaio dalla famiglia. Sei sanitari dell’ospedale partenopeo risultano indagati per lesioni colpose: si tratta dei componenti dell’équipe che si è recata a Bolzano per l’espianto e di quella che ha eseguito il trapianto a Napoli.
Gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, stanno approfondendo in particolare le modalità di trasporto dell’organo. Il Nas ha acquisito la documentazione clinica e sequestrato il box utilizzato per il trasferimento del cuore, che sarà sottoposto a perizia.
Accertamenti ministeriali e richiesta di incidente probatorio
Secondo quanto emerso dagli elementi raccolti dalla difesa, al posto del ghiaccio tradizionale sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco, capace di raggiungere temperature molto più basse, con possibile danneggiamento dell’organo. Si tratta di circostanze tutte da verificare nell’ambito degli accertamenti tecnici.
L’avvocato Petruzzi ha depositato un’integrazione alla querela chiedendo un incidente probatorio sulle cartelle cliniche e sui verbali dell’équipe multidisciplinare. Sul caso sono in corso anche le verifiche degli ispettori inviati dal ministero della Salute e dalla Regione Campania, mentre la direzione sanitaria ha dichiarato piena collaborazione con gli organi inquirenti. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha assicurato che sarà fatta chiarezza, parlando di una vicenda “dolorosissima”.
