Morte Domenico, scontro tra Monaldi e legale della famiglia: “Richiesta di 3 milioni, no all’esposizione mediatica”
Mar 28, 2026 - Redazione Vesuviolive
Il piccolo Domenico morto dopo il trapianto fallito
L’ospedale Monaldi rompe il silenzio e replica pubblicamente all’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico, il bambino morto dopo un trapianto di cuore fallito. Una risposta che ricostruisce i fatti punto per punto e che contesta, senza mezzi termini, la rappresentazione pubblica data dal legale della vicenda.
Secondo quanto chiarito dall’Azienda, il giorno dopo il funerale del piccolo Domenico sarebbe pervenuta una proposta stragiudiziale — espressamente qualificata come riservata — contenente una richiesta risarcitoria di tre milioni di euro, formulata in termini dichiaratamente non negoziabili. Una cifra e soprattutto una modalità che, secondo l’ospedale, non hanno lasciato spazio ad alcuna effettiva trattativa.
“Non può parlarsi di mancata apertura”: la posizione dell’Azienda
Il Monaldi chiarisce che la vicenda è attualmente all’esame dell’Autorità giudiziaria nella fase delle indagini preliminari. In questo contesto, la valutazione di una richiesta risarcitoria di tale entità impone approfondite analisi tecnico-legali che, per loro natura, non possono essere compresse nei termini unilaterali fissati dalla controparte. “Non può pertanto parlarsi di mancata apertura di una trattativa”, si legge nella nota, “in assenza di un effettivo spazio negoziale nella proposta ricevuta”.
L’Azienda sottolinea inoltre che solo martedì 24 marzo è pervenuta una formale richiesta di incontro da parte del legale della famiglia, che l’Ufficio Legale ha immediatamente preso in carico avviando le necessarie attività organizzative. Una tempistica che smentisce, secondo l’ospedale, la narrativa di una struttura chiusa al dialogo.
La riservatezza violata e la “strategia mediatica”
Un passaggio della nota è dedicato a un tema di metodo che il Monaldi non intende lasciare passare sotto silenzio. La proposta stragiudiziale era stata qualificata come strettamente riservata: il fatto che sia stata utilizzata pubblicamente dall’avvocato Petruzzi viene giudicato dall’Azienda incoerente con la natura dell’interlocuzione stragiudiziale e non favorevole a un confronto sereno nelle sedi proprie.
L’ospedale parla esplicitamente di “strategia di esposizione mediatica” che rischia di sovrapporre il piano della comunicazione a quello, ben diverso, del corretto confronto tecnico-giuridico. Un avvertimento chiaro: la trattativa, se ci sarà, si svolgerà nelle sedi competenti e nel rispetto delle procedure a tutela dell’interesse pubblico, non sui giornali.
L’ulivo e il dolore di una famiglia
La nota si chiude con un passaggio di tono diverso, più umano. La piantumazione di un ulivo — iniziativa nata spontaneamente dal personale dell’Azienda in memoria del piccolo Domenico — è stata apprezzata dai genitori del bambino, Patrizia e Antonio, i quali hanno ribadito di non nutrire sentimenti di rancore verso i medici e gli infermieri, pur chiedendo legittimamente giustizia per quanto accaduto.
“Una richiesta di giustizia alla quale ci siamo sempre associati e che tutti noi vogliamo con determinazione”, conclude il Monaldi. Una frase che, al di là della disputa legale, ricorda che al centro di tutto c’è la morte di un bambino e il dolore irreparabile di una famiglia.
