Trasporti, Pasqua da incubo a Napoli: chiusi “per casatiello”, caos totale
Apr 07, 2026 - Redazione Vesuviolive
Pasqua 2026 da incubo a Napoli sul fronte trasporti
Una Pasqua da paura, a Napoli, sul fronte dei trasporti a causa della sospensione del servizio dei mezzi pubblici per una lunga pausa pranzo di circa tre ore. Il diritto dei lavoratori è sacrosanto, intendiamoci bene, ma con una “invasione di turisti” attesa e sbandierata dall’amministrazione Manfredi si doveva fare qualcosa di più.
Trasporti da incubo a Pasqua: chiusi nonostante i 400mila turisti
Le festività sono momenti cruciali per la vita della città di Napoli, soprattutto sul fronte economico. Il turismo è diventato un pilastro fondamentale, ma il fenomeno non è per nulla disciplinato in determinate zone, come via Toledo e i decumani. L’amministrazione non è intervenuta per diversificare i flussi e portare i visitatori anche in altre zone: la conseguenza è il congestionamento di talune strade, con disagi sia per i residenti che per gli stessi turisti, i quali riescono a fruire delle bellezze partenopee con più fatica data l’insistenza della calca.
Non si tratta del fenomeno di overtourism, visto che il sovraffollamento di Napoli si verifica solo in determinate e circoscritte aree, e solo in alcune giornate dell’anno. Per esempio la percentuale di residenti napoletani, così come di attività commerciali gestite da napoletani, è la stragrande maggioranza in proporzione rispetto al numero di attività ricettive – alberghiere ed extra alberghiere – o locali ad uso e consumo esclusivamente turistico.
A Napoli, quindi, non c’è overtourism, tuttavia un evidente problema nella gestione dei flussi turistici c’è. E la chiusura pomeridiana della Linea 1 (dalle 13.30 fin quasi alle 17 a Pasqua), la chiusura anticipata della Linea 6 (alle 13.10 a Pasqua e alle 13.50 a Pasquetta), la sospensione di funicolari, bus, tram per circa 3 ore a Pasqua, sono il segno più palese della mancanza di organizzazione e percezione dei bisogni reali della città.
All’esterno degli ingressi delle metropolitane, in particolar modo la Linea 1, si sono viste code lunghe decine di metri, con i visitatori letteralmente perplessi e spiazzati. Specialmente quelli stranieri. Aver impedito – di fatto – gli spostamenti ha implicato la permanenza in alcune zone dei turisti che, dopo aver mangiato e visitato i negozi, sono rimasti praticamente fermi impedendo un ricambio di persone e potenziali fruitori delle attività economiche. Ciò si è tradotto anche, perciò, in perdite economiche.
Per fortuna, le bellezze straordinarie della città hanno reso l’esperienza dei turisti indimenticabile. Non per merito di Palazzo San Giacomo, si capisce. Sul fronte trasporti e vivibilità, la Pasqua 2026 è stata da incubo, principalmente per i napoletani.
