Aeroporto di Napoli, il nuovo masterplan: 250 milioni di investimenti e voli diretti per Cina e Giappone

Nuovo masterplan dell'Aeroporto di Napoli Capodichino


È stato presentato oggi, nella Sala De Sanctis di Palazzo Santa Lucia, il nuovo masterplan dell’aeroporto internazionale di Napoli Capodichino. Il piano, già approvato da ENAC nell’agosto 2026, prevede investimenti complessivi per oltre 250 milioni di euro entro il 2035, di cui 230 milioni provenienti da risorse private, e l’acquisizione di circa 170mila metri quadrati di nuove aree destinate allo sviluppo dello scalo.

Il nuovo terminal e gli altri interventi infrastrutturali

Tra gli interventi principali previsti dal masterplan figura un nuovo terminal dedicato alla gestione dei voli extra Schengen, di circa 15mila metri quadrati, che si aggiungerà a quello già esistente. Il progetto, secondo quanto già anticipato nelle scorse settimane, sorgerà nell’area ex Atitech, di fronte al futuro ingresso della stazione della metro Linea 1, la cui apertura è prevista per la prima metà del 2027.

Il piano prevede inoltre nuove piazzole di sosta per gli aeromobili, una nuova area cargo-logistica, un airport hotel da realizzare nella palazzina attualmente adiacente allo scalo, il potenziamento della viabilità di accesso e l’interramento di viale Maddalena, intervento pensato per alleggerire il traffico nella zona circostante l’aeroporto.

L’obiettivo Cina e Giappone: le nuove rotte intercontinentali

Il nuovo terminal extra Schengen apre la strada, nelle intenzioni della Regione, a un ampliamento delle destinazioni intercontinentali raggiungibili da Napoli, con un focus particolare sui collegamenti con l’Estremo Oriente. Il presidente Fico aveva già anticipato nelle scorse settimane, in sede di commissione Bilancio del Consiglio regionale, le interlocuzioni in corso per l’apertura di rotte dirette verso Cina e Giappone, ipotizzando collegamenti Napoli-Pechino, Napoli-Tokyo o una tratta capace di unire le due destinazioni asiatiche in un unico volo.

“Quando ci sono linee come Napoli-Pechino, Napoli-New York o Napoli-Tokyo aumenti anche la linea di investimenti, perché con l’aereo i manager di un’azienda possono arrivare direttamente qui”, aveva dichiarato Fico, spiegando come l’apertura di nuove rotte dirette possa favorire non solo i flussi turistici a maggiore capacità di spesa, ma anche l’arrivo di investitori stranieri sul territorio regionale.

La chiusura della pista a novembre e il nodo Grazzanise

Il percorso di ampliamento dello scalo partenopeo si intreccia nelle prossime settimane con un’altra scadenza operativa: a novembre è infatti prevista la chiusura di Capodichino per circa venti giorni, presumibilmente tra il 10 e il 30 del mese anche se la data non è ancora ufficiale, necessaria per il rifacimento della pista di decollo.

Diversa, e ancora in fase di valutazione, la posizione della Regione sull’aeroporto militare di Grazzanise, in provincia di Caserta, inserito dal Governo nel Piano nazionale degli aeroporti con la previsione di un possibile futuro utilizzo civile. Fico ha finora frenato su questa ipotesi, spiegando di non voler assumere impegni prima di una valutazione approfondita, e concentrando nel frattempo le risorse regionali destinate al potenziamento dei servizi aeroportuali soprattutto su Capodichino.


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