Polemica al consiglio comunale di Busto Arsizio: “Perché tutti i vigili qui sono di Torre del Greco?”


A Busto Arsizio, comune del Varesotto, in consiglio comunale si parla di vigili urbani e di… Torre del Greco: il dibattito diventa scontro politico “su al nord”.

I vigili di Busto Arsizio sono quasi tutti torresi: scontro in consiglio comunale

Una polemica nata mesi fa, ma mai davvero sopita, torna sempre a far rumore quando – come nei giorni delle festività natalizie – l’attività del corpo di polizia municipale finisce al centro delle chiacchiere cittadine, nel bene oppure nel male.

Succede che Torre del Greco sia finita suo malgrado nel mirino del dibattito politico di Busto Arsizio, dove l’arrivo di nuovi agenti di Polizia locale ha acceso uno scontro durissimo in consiglio comunale.

Tutto parte da una frase pronunciata dal consigliere di Fratelli d’Italia Max Rogora: “Perché a Busto 13 nuovi agenti di Polizia locale sono tutti di Torre del Greco? Neanche se giocavamo la schedina…“.

Il consigliere FdI: “Li formiamo qui, poi tornano giù”. La risposta: “Non possiamo impedirlo”

Una battuta pronunciata in una seduta dell’assise cittadina del luglio 2025, riportata dalla testata “Malpensa24” e divenuta caso politico. Poco dopo arriva la correzione: “Sono 10 su 13 da Torre del Greco, ma il problema è che li formiamo e poi se ne vanno via“.

Parole che avrebbero all’epoca innescato un botta e risposta feroce con l’assessore alla sicurezza Matteo Sabba, che accusò Rogora di strumentalizzazione politica: “Dice malignità per mostrarsi all’elettorato”. Secca la replica: “Non ho bisogno di notorietà – ribatte Rogora – da come ha risposto si capisce come è lei“.

Avvicinamenti familiari e differenze salariali

Ma dietro lo scontro personale si nasconde un tema più ampio: il turnover degli agenti, la mobilità per avvicinamento familiare e, soprattutto, le differenze salariali tra territori. L’assessore al personale Mario Cislaghi ammette: “Non sappiamo quanti rimarranno dopo il periodo di prova, ma non possiamo impedire la mobilità per avvicinamento familiare o legge 104, è un problema grosso ma nazionale“.

Rogora insiste: “I diritti mi vanno bene, ma è possibile che arrivino tutti da Torre del Greco? Non per discriminare chi ha fatto il concorso e vinto, ci mancherebbe”. E qui il riferimento alla città vesuviana diventa centrale, evocata come simbolo di un Mezzogiorno che “parte” perché al Sud mancano opportunità, mentre al Nord si lamenta chi assume ma non riesce a trattenere.

Sabba prova a spegnere il fuoco: “Non sono tutti di Torre del Greco, ma parecchi (10 su 13, ndr)… non si può mettere un vincolo territoriale, ed è una follia“. E annuncia possibili incentivi per gli agenti bustocchi, che guadagnano “2-400 euro in meno rispetto ai pari ruolo dei comandi della zona“.

Nord vs Sud: tutte le strade portano al “posto fisso”

Una polemica che, letta da Torre del Greco, racconta molto più di una disputa locale: parla di mobilità forzata, di strade più o meno “semplici” per giungere all’agognato “posto fisso” all’interno di un contesto territoriale radicalmente diverso dal proprio. Di problemi che, visti a parti inverse, avrebbero fatto sobbalzare dagli scranni di Palazzo Baronale parecchi politici corallini.

E ci si interroga se, al di là della burocrazia, servano davvero gli stessi requisiti per tenere l’ordine ed il rispetto delle regole urbane nella tranquilla cittadina del Varesotto rispetto al concitato contesto urbano all’ombra del Vesuvio.


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