Napoli-Verona, il disastro arbitrale è totale. Marchetti, Marini e Rocchi da dimissioni

Mariani, Rocchi e Marchetti: i protagonisti del disastro arbitrale di Napoli-Verona


C’è un punto oltre il quale l’errore smette di essere tale e diventa sistema. Napoli-Verona lo ha superato ampiamente. Perché qui non si tratta di un fischio sbagliato, di una valutazione discutibile o di una giornata storta: qui siamo davanti all’ennesima dimostrazione di una classe arbitrale che non è all’altezza del ruolo che ricopre. Marchetti in campo, Marini al Var e, sopra di loro, il designatore Rocchi: un triangolo di responsabilità che sta danneggiando la credibilità del campionato.

Marchetti e Marini manifestamente impreparati

L’arbitraggio del Maradona è stato semplicemente indegno. Marchetti e Marini hanno mostrato un’incapacità evidente nel leggere le azioni, contestualizzarle, applicare il regolamento con un minimo di logica. Errori così gravi e reiterati non possono più essere liquidati come sviste. Qui siamo davanti a decisioni che incidono pesantemente sul risultato e che alimentano il sospetto che certe partite, per il Napoli, inizino già con un copione scritto.

Il rigore assegnato al Verona per il presunto fallo di Buongiorno è un’aberrazione regolamentare. Il difensore azzurro viene colpito al collo da Valentini, che salta in modo scomposto e falloso. Il tocco di braccio, conseguenza inevitabile dell’impatto subito, diventa pretesto per una decisione grottesca. Un episodio che da solo basterebbe a giustificare una sospensione immediata di chi lo ha valutato in quel modo.

Ma il vero problema è che non si tratta del caso più emblematico. C’è un episodio ancora più simbolico, passato quasi sotto silenzio: Valentini che afferra Elmas per il collo, da dietro, a centrocampo. Un fallo plateale, da cartellino giallo senza discussione, commesso davanti agli occhi di Marchetti, posizionato a pochi metri dall’azione. Il risultato? Un semplice fischio. Nessuna ammonizione. Nessuna sanzione. Nulla.

Il designatore Rocchi responsabile oggettivo del disastro

Ed è qui che cade ogni possibile alibi. Perché se sugli episodi da Var qualcuno prova ancora a invocare interpretazioni, in situazioni del genere l’incompetenza è nuda e cruda. Marchetti non ha letto l’azione, non ha applicato il regolamento, non ha fatto il suo lavoro.

A questo punto la domanda è inevitabile: fino a quando si continuerà a tollerare tutto questo? Marchetti e Marini dovrebbero smettere di arbitrare partite di Serie A. Non è una provocazione, è una constatazione. Allo stesso modo, Rocchi non può continuare a fare il designatore come se nulla fosse. Le responsabilità non finiscono sul terreno di gioco: chi sceglie questi arbitri e li manda in campo dopo prestazioni del genere è parte del problema.

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