Insulti a Manganiello, la Procura apre un inchiesta contro Conte: cosa rischia il tecnico


Gli insulti di Antonio Conte all’arbitro Manganiello durante la gara di Coppa Italia persa dal Napoli contro il Como stanno facendo discutere il mondo del calcio. L’episodio, in cui il tecnico partenopeo ha pronunciato l’espressione “almeno vallo a vedere, testa di c…”, è sfuggito sia al direttore di gara – che si trovava a grande distanza – sia al quarto uomo, probabilmente distratto dagli auricolari attivi in quel momento.

Non sono però sfuggiti alle telecamere, che hanno registrato chiaramente la scena. Le immagini e l’audio dell’episodio hanno rapidamente fatto il giro del web e questa mattina sono finiti sul tavolo del procuratore federale Giuseppe Chinè, come riportato da La Gazzetta dello Sport online. Chinè sta raccogliendo tutto il materiale per valutare l’apertura – considerata probabile – di un procedimento disciplinare a carico di Conte, visto che nel referto arbitrale non è stato segnalato alcun comportamento scorretto.

Ma cosa rischia, nel concreto, l’allenatore del Napoli? Secondo quanto emerge, Conte potrebbe essere sanzionato con una giornata di squalifica. Tale misura potrebbe essere evitata nel caso in cui il tecnico opti per un patteggiamento con sanzione pecuniaria, soluzione spesso adottata in casi simili per chiudere rapidamente le questioni disciplinari.

L’episodio aggiunge ulteriore tensione all’ambiente Napoli dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Como e mette Conte nuovamente sotto i riflettori per il suo carattere deciso e le frequenti proteste durante le partite. La decisione del procuratore federale verrà osservata con attenzione da tifosi e addetti ai lavori, in attesa di conoscere le possibili conseguenze ufficiali.


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