Procida, l’isola fatta di lava: ecco la storia del gioiello del Mediterraneo

Procida

Celebre in tutto il mondo per le sue bellezze e per i panorami suggestivi, Procida è tra le isole gioiello del Mediterraneo situata nel Golfo di Napoli.
L’isola di Procida, che comprende nella sua struttura geografica anche il vicino e disabitato isolotto di Vivara, è di origine vulcanica ed è nata dalle eruzioni di almeno quattro diversi vulcani, attualmente spenti e in gran parte sommersi.

L’attuale nome dell’isola risale all’epoca romana ed è riconducibile a più ipotesi: secondo una prima il nome deriverebbe dal nome greco pròkeitai, ovvero “giace” poiché osservandola dal mare, sembra che essa sia stesa e sdraiata; secondo un’altra versione il suo nome deriverebbe dal verbo greco prochyo, in latino profundo, proprio perché l’isola sembrerebbe essere stata profusa, ovvero sollevata dal fondo del mare e dalla Terra ed esposta all’esterno. Secondo Dionigi di Alicarnasso, invece, il nome deriverebbe da quello di una nutrice di Enea sepolta da lui stesso quando approdò sull’isola.

Anche se Procida è tra le isole più piccole del Golfo di Napoli, fu la prima ad essere abitata: da quanto appreso da recenti ritrovamenti archeologici, l’isola di Vivara pare fosse già popolata intorno al XVI – XV secolo a.C presumibilmente da coloni Micenei che la scelsero come sede per la fabbricazione dei metalli. Di certo, secondo testimonianze attendibili, Procida fu occupata da coloni Calcidesi, provenienti dall’isola di Eubea; in seguito l’isola fu abitata dai Greci di Cuma, la cui presenza è ancor oggi rintracciabile dall’immenso patrimonio artistico donato come, ad esempio, i borghi pittoreschi di Callia e Corricella e le case color pastello.

Durante la dominazione romana, l’isola fu considerata dai patrizi come un vero e proprio luogo di villeggiatura e ciò è testimoniato non solo dalle ville sparse sul territorio, ma anche dal poeta romano Giovenale che la descrisse come il luogo ideale per un soggiorno tranquillo e raccolto.

L’isola di Procida, come quasi tutte le isole e le località costiere, fu preda di incursioni barbariche, prima da parte dei Goti e dei Vandali, poi, durante l’Alto Medioevo, l’isola subì le devastazioni e le razzie dai pirati saraceni e, tra le peggiori, si rammenta quella capitanata dal pirata Khayr al-Din, detto Il Barbarossa nel 1534. Addirittura la leggenda di San Michele Arcangelo, diventato in seguito il Santo patrono dell’isola, è proprio legata ad una delle tante incursioni che l’isola affrontò.

Proprio per tali ragioni, gli abitanti trovarono un riparo sicuro dagli attacchi degli stranieri sul promontorio fortificato della Terra Murata, in precedenza definito Terra Casata perché in tal zona si raccoglievano le case dei procidani per difendersi dalle incursioni Saracene. La storia di Procida risulta imprescindibilmente legata con quella del Regno di Napoli soprattutto per quel che riguarda la successione delle dinastie al potere: Normanni, Svevi Aragonesi, Spagnoli, Habsburger austriaci e Borbone.

Solo dopo l’Unità d’Italia, ha inizio il periodo di splendore, tanto da essere soprannominata capitale nei traffici marittimi. Nel 1868 fu inaugurato il nuovo porto e nel 1875 il cantiere navale, cui segue la nascita dell’Istituto Nautico incaricato di formare costruttori e comandanti di navi. Non sorprende quindi che, ancora oggi, sia ancor più di Ischia e Capri, fucina di marinai e pescatori.

Indiscutibilmente Procida è una delle mete estive predilette da turisti e viaggiatori, sebbene sia inflazionata rispetto ad Ischia e Capri. La letteratura e il cinema hanno da sempre caratterizzato l’isola: da diversi anni, nel mese di settembre, il Comune di Procida organizza una settimana dedicata alla cultura durante la quale viene assegnato il premio letterario dedicato alla scrittrice Elsa Morante.

Passando al cinema, Procida è stata una location ambita per la rappresentazione di un gran numero di film, ne è un esempio Il Postino con Philippe Noiret e Massimo Troisi e Il talento di Mr. Ripley con Matt Damon. Inoltre, Ogni estate, tra luglio e agosto, viene eletta la Graziella, ovvero una giovane donna procidana tra i 14 e i 21 anni che ha il compito di indossare il l’antico e caratteristico costume dell’isola ricamato in oro, in onore alla storia raccontata nell’omonimo romanzo di Alphonse De Lamartine.

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