Via Cisterna dell’Olio a Napoli: cosa si nasconde sotto?

Napoli – Molto spesso i nomi delle strade storiche di Napoli non sono soltanto dei titoli che vengono dati arbitrariamente, ma sono un vero e proprio racconto sul passato, reale o inventato, del luogo. Via Cisterna dell’Olio non è da meno. La stretta stradina che collega via Toledo, quasi all’altezza di piazza Dante, a Spaccanapoli, nella parte del Gesù Nuovo, non avrebbe nulla che richiami il nome, apparentemente. Nel 1588, l’architetto Giovanni Vincenzo Della Monica progettò la costruzione di quattro enormi cisterne per conservare l’olio d’oliva che arrivava da tutto il regno.

L’operazione venne approvata e le cisterne vennero posizionate nel sottosuolo della via che oggi porta il loro nome. L’unica testimonianza che ci è arrivata dell’antica fisionomia della strada è un disegno elaborato da Giuseppe Astarita, in cui gli enormi contenitori figurano scavati lungo le mura in entrambe le direzioni di Santa Maria di Costantinopoli e del palazzo Pignatelli di Monteleone. Gli ampi contenitori vennero abbandonati con l’avvento di nuovi modalità di conservazione.

Tuttavia, le cisterne esistono ancora nel sottosuolo e ne è una prova un negozio al civico 5A della strada. All’interno del moderno esercizio commerciale è ancora visibile una targa di marmo che indica la capienza della cisterna sottostante: 125.000 litri. Non solo. Sul pavimento del locale sono presenti due oblò dai quali poter osservare l’antica struttura e, con la disponibilità del titolare, è persino possibile raggiungere la cisterna tramite un’ascensore.

Un’altra conca che un tempo conteneva una cisterna è stata riadattata nella seconda metà del secolo scorso in un cinema con quattro sale di proiezione. La strada è anche famosa per palazzo Giovene del Girasole, al civico 10, conosciuto come la casa in cui abitò San Giuseppe Moscati.

Nel libro “La pelle di Napoli: voci di una città senza tempo”, di Pietro Treccagnoli, un’intero capitolo è dedicato alle cosiddette “Cisterne dell’Abbondanza” ed alla loro attuale ubicazione nel sottosuolo degli esercizi commerciali e dei palazzi moderni.

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