Titina è Filumena, amore, passione e dolore veri messi in scena

I fratelli De Filippo

In questo appuntamento della rubrica Personaggi illustri che hanno fatto Napoli parliamo di Titina De Filippo.

Titina De Filippo, il cui vero nome era Annunziata, nacque 27 Marzo 1898 a Napoli, nel quartiere Chiaja, ed era figlia illegittima di Eduardo Scarpetta, il padre del Teatro Napoletano moderno, sorella maggiore di Eduardo e Peppino.

Così come i suoi fratelli prese confidenza sul palcoscenico sin da bambina, interpretando quei piccoli ruoli, tra cui Peppeniello in Miseria e nobiltà, che tutti i piccoli attori avevano e avrebbero continuato a svolgere per svezzarsi e condurre, da grandi, la carriera di attore. Prima del successo lavorò per varie compagnie e variando il repertorio, prendendo parte a pochades così come a vaudevilles, al teatro di rivista e a scenneggiate, fino a quando, a 31 anni, iniziò a recitare al Teatro Nuovo di Napoli insieme a Totò, e a quando nel 1931 fondò insieme ai fratelli il Teatro Umoristico “I De Filippo” che debuttò a Natale proprio con “Natale in casa Cupiello”, commedia in tre atti scritta da Eduardo e che la più famosa insieme a “Gli esami non finiscono mai”, “Il sindaco del Rione Sanità” e “Filumena Marturano”.

Un fotogramma di Filumena Marturano
Un fotogramma di “Filumena Marturano”

“Filumena Marturano”, secondo il racconto di Eduardo, fu scritta in un impeto di creatività che non gli consentiva di riposarsi neppure di notte, impiegando così solamente tre giorni alla sua stesura, e fu scritta per lei, per Titina, la quale scoppiò in lacrime alla lettura della commedia. In quel ruolo, in quella storia commovente e struggente che ha come modello un fatto reale, Titina mette tutta se stessa e tutti i suoi sentimenti, tanto da risultare inarrivabile pure in confronto alle successive e notevolissime recitazioni in quel ruolo di attrici-monumento quali Pupella Maggio, Regina Bianchi e Sophia Loren (quest’ultima nel film “Matrimonio all’italiana” di Vittorio De Sica, con Marcello Mastroianni, tratto dall’opera di Eduardo e dedicato a Titina, da poco scomparsa). La Filumena di Titina è vera, vivida, ti fa partecipare alla storia come pochissime rappresentazioni cinematografiche o teatrali riescono, trasforma lo spettatore in fantasma del palcoscenico che prende parte alle battute, ai movimenti, alle pause, con le emozioni, con il cuore in gola; Filumena è Titina, sono una cosa sola, l’amore, la passione e il dolore veri messi in scena – non è recitazione, è verità.

Nel seguente video, guardatelo, si avverte e si capisce chi era, che cos’era Titina, perché Filumena è Titina: Eduardo recita con la sua poltrona vuota:

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