Quando Ischia fece innamorare Charlie Chaplin: “Non sono mai stato accolto come qui”

Chaplin a IschiaSono celebre da trent’anni, ma non ero mai stato accolto come qui. Spero che stasera, dopo aver visto il film, non mi caccino via delusi“. A parlare così è Charlie Chaplin durante una conferenza stampa svoltasi nel 1957 per presentare in anteprima mondiale alla stampa il film scritto, diretto e girato dal celeberrimo artista britannico, “Un re a New York“. Qui è Ischia, per la precisione Lacco Ameno.

Chaplin vi risiederà tre giorni, dal 25 al 27 settembre, ospite di Angelo Rizzoli, produttore italiano di quella che lui stesso definisce “una commedia e null’altro“. In realtà si trattava di un film dai numerosi spunti biografici e allo stesso tempo internazionali, a partire dai problemi politici che Charlie Chaplin ebbe negli Usa durante il maccartismo, tanto che in America il film fu censurato per ben vent’anni. A tal proposito celebre la frase d’apertura della pellicola: “Tra le più comuni seccature della vita moderna vanno annoverate le rivoluzioni“. Un’affermazione pungente e sperimentata sulla propria pelle, se si pensa che Chaplin – così come altri personaggi hollywoodiani del tempo – furono inseriti in una lista nera dal Governo statunitense e fu loro impedito di lavorare, perché considerati simpatizzanti del Comunismo.

Chaplin a Ischia poté, però, dimenticare le delusioni di quel periodo. Amatissimo dai bambini dell’isola, che lo seguirono ovunque, l’attore, al suo sbarco, fu accolto da una festante banda del paese, che addirittura intonò la colonna sonora della pellicola. Si narra anche che dopo la terza volta che – in occasioni e giorni diversi – la banda avesse omaggiato Chaplin suonando la musica di “A king in New York”, il fine umorista abbia chiesto: “Please, Funiculì funiculà“. Ne sarebbe scaturito, tra i non pochi astanti, un tripudio generale.

Solo una delle tante occasioni in cui Chaplin si sarebbe conquistato, casomai ce ne fosse stato bisogno, la simpatia degli isolani e dei turisti, ai quali si concesse senza remore e che lo sorpresero più volte a bordo del classico microtaxi a tre ruote dell’epoca assieme alla moglie. L’ex circense non perse nemmeno l’occasione per visitare Capri, a bordo del panfilo “Sereno” di Rizzoli, e in compagnia ancora della moglie Oona e dell’attrice Dawn Adams.

Per la cronaca, quest’ultima interpretò il ruolo di una spregiudicata giornalista tv, incontrata da un re europeo (Chaplin stesso) detronizzato e impoveritosi che fugge negli Usa. Qui avrà a che fare anche un bambino pestifero, la pubblicità e la commissione per le attività antiamericane.

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