I Greci: come si vestivano e truccavano donne e uomini

Eccoci accolti e cullati in questo viaggio nel tempo da un’altra grande civiltà: i Greci. Esploriamo assieme il mondo della bellezza presso questo popolo, che se in una Grecia pre-classica era piuttosto vago, più avanti nel periodo classico questo si delineò pienamente. Non solo uomini e donne perseguivano l’obiettivo della perfezione fisica, anche la moda fu al centro di questo ideale di perfezione. La moda fu infatti vista come un fenomeno sociale e anche politico con una enorme propensione al lusso, all’opulenza e all’ostentazione.

Inoltre i contatti tra le civiltà orientali erano diventati molto frequenti e questo favorì la diffusione dei cosmetici anche in Grecia, dove le donne usavano truccarsi e profumarsi. Le conoscenze cosmetiche e farmacologiche dell’antica Grecia erano talmente avanzate che rimasero pressoché invariate fino al XVII secolo. Nella fattispecie i Greci erano specializzati nella realizzazione di fragranze e profumi con un metodo che al tempo era unico e che consisteva nell’utilizzare un ingrediente alla volta. Prima di entrare nello specifico è interessante sottolineare che la parola “cosmetico” deriva proprio dal greco “kosmèo” che significa adornare e che a sua volta deriva da “kòsmos” ossia ordine, in opposizione al disordine del caos!

Ma vediamo, in Grecia il corpo era ideale di armonia e di bellezze e pertanto era oggetto di numerose attenzioni, non a caso presso i greci nasce l’ideale di volto come quello dalla forma ovale. I cosmetici venivano acquistati dalle confezionatrici di spezie oppure si preparavano in casa seguendo le ricette che venivano tramandate oralmente di generazione in generazione.

Abiti greci

La cosmesi era associata molto di più al mondo femminile che a quello maschile anche se gli uomini facevano uso di oli, profumi e cosmetici. Tant’è che il legislatore Solone, per evitare l’abuso di profumi da parte della popolazione maschile, nel 594 a.C., bandì l’ingresso dei profumieri provenienti da Sparta e vietò la vendita dei profumi agli uomini. Di contro ad Atene le donne che non curavano il proprio aspetto fisico e che apparivano trascurate erano multate da magistrati detti “ginecomi”. Le donne greche erano solite concedersi bagni mattutini alla lavanda e poi dedicarsi ai massaggi del corpo con unguenti profumati, i peli sul corpo erano accuratamente rimossi grazie all’uso di pinzette o rasoi. Dopo la toeletta e il massaggio si applicava sul corpo del gesso, calce, argilla bianca, e la scagliola.

Sul viso, la donna greca era solita applicare lo “psimuthion” ossia della biacca bianca per ottenere un incarnato candido, possiamo sicuramente affermare che la biacca era il cosmetico più diffuso e utilizzato nell’antica Grecia. Su questi volti candidi come porcellana risaltavano occhi bordati con lo stimmi, ottenuto dagli aghi di pino bruciati e fissato con grasso animale. Le palpebre erano colorate da ombretti ottenuti dalla combustione di noccioli di dattero bruciati o foglie di rosa e sulle ciglia si applicava un mascara ottenuto da nero fumo mischiato a chiara d’uovo; infine le sopracciglia erano calcate o ridisegnate unite al centro, caratteristica di un temperamento caldo e tratto distintivo della bellezza della donna mediterranea. Sulle guance si applicavano colori rossastri ottenuti da estratti vegetali e quanto all’uso del rossetto, questo, di colore rosso o color mattone, veniva applicato solo dopo aver epilato il labbro superiore con pinzetta e una pomata a base di arsenico e piombo affinché non ricrescessero. Era opinione diffusa già allora che un trucco troppo pesante fosse volgare e prerogativa delle donne di malaffare.

Quanto invece ai capelli sia uomini che donne si facevano allungare i capelli per poi arricciarli con dei ferri caldi. Le donne sistemavano i capelli con pettinini, nastri e retine in acconciature molto elaborate, talmente raffinate ed eleganti che sonno moltissimi gli echi giunti fino ai nostri giorni.

Acconciature dei greci

Ma questa civiltà non solo aveva profonde conoscenze cosmetiche e farmacologiche era anche una civiltà molto raffinata ed elegante. L’abbigliamento era molto semplice costituito da un rettangolo di stoffa drappeggiato attorno al corpo ed era simile sia per gli uomini che per le donne. Unico capo facente parte unicamente del guardaroba femminile era il peplo. Questa moda rimase invariata nel corso degli anni, solo i tessuti si modificarono via via e i materiali utilizzati per confezionare gli abiti facevano da distinguo delle differenti classi sociali. L’uomo indossava il chitone, una lunga tunica fermata sulle spalle da bottoni, che ben presto fu relegato ad abito formale e fu sostituito dal più pratico e corto chitoniskos. Su questi abiti, sia uomini che donne, indossavano l’himation, un mantello che poteva essere indossato e drappeggiato in diversi modi a seconda del ceto di appartenenza o del lavoro che si svolgeva. Il tribonio invece ara un mantello più corto che fu adottato dai filosofi, mentre la clamide era di utilizzo militare. Molto in voga presso i greci era il cappello, che a differenza dell’indosso moderno al tempo veniva utilizzato per riparare il capo dai raggi solari o per proteggere dal freddo; questo accessorio poteva essere in feltro per i ceti più poveri o in pelle di volpe per le classi sociali più abbienti. Per le calzature, i greci, erano soliti indossare i pedilon dei sandali in cuoio rifiniti con delle fasce che si intrecciavano sul collo del piede, che divennero sandalia più elaborati e resistenti ma soprattutto colorati per le donne. Le donne nelle occasioni formali indossavano il diabaqron con applicazioni preziose.

E con qualche immagine della moda greca vi do appuntamento al prossimo viaggio!

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