Me pare Baccalà ngoppo ‘è quartieri, se fa notte e nisciuno me ‘ncujeta

Baccalà
Baccalà

Me pare Baccalà ngoppo ‘è quartieri, se fa notte e nisciuno me ‘ncujeta. Si tratta di una antica espressione napoletana risalente agli anni ’30 nata ai Quartieri Spagnoli di Napoli.

Traduzione, significato. La storia di Baccalà ngoppo ‘e quartieri

La traduzione letterale è questa: “Mi sembri baccalà dei Quartieri, si fa notte e nessuno mi prende in giro”.

Baccalà è un personaggio che pare realmente esistito, additato con questo termine che in napoletano indica una persona stolta. Si dice che fisicamente fosse magro, con i capelli sempre sfatti e con i vestiti strappati. Era solito raccontare storielle ad alta voce. Gli abitanti della zona così cominciarono a prenderlo in giro e Baccalà divenne in poco tempo il “pagliaccio” dei Quartieri Spagnoli. Col passare del tempo la gente cominciò a perdere interesse e a volte di proposito qualcuno lo ignorava. Baccalà che non aveva amici ripeteva ad alta voce quello che oggi è un modo di dire pur di attirare l’attenzione dei passanti della zona. In realtà quando la gente lo prendeva in giro lui simula di prendersela a male ma la verità è che lo sberleffo del popolo rappresentava per Baccalà l’unico momento di considerazione da parte di altre persone. Per questo motivo oggi quando si cita questo detto si fa riferimento ad una persona strana, un pagliaccio che vuol mettersi in evidenza.


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