Festival dell’Oriente a Napoli: “La cultura napoletana è tanto ricca, non ci sono eguali in Italia”

Festival dell'oriente

Cultura, spettacoli, mostre, cibo e benessere: il Festival dell’Oriente è sbarcato a Napoli per il secondo anno consecutivo e, dopo il grandissimo successo riscosso venerdì 23 settembre, continuerà ad accogliere il pubblico durante le giornate di sabato e domenica, 24 e 25 settembre 2016.

“L’idea di un Festival dell’Oriente nasce della passione per il folklore, le tradizioni e la cultura orientale in tutte le sue sfaccettature. La prima edizione in assoluto risale a 4 anni fa poi, su richiesta del pubblico ed in risposta all’entusiamo dimostrato, siamo giunti alla ventesima edizione in quattro anni.” Queste la parole di Valentina Nobili, una delle organizzatrici dell’evento, che abbiamo avuto la fortuna di incontrare.

E’ all’interno della Mostra D’Oltremare di Napoli che l’evento avrà luogo: numerosissimi gli stand e i padiglioni allestiti per l’occasione, dove sarà possibile celebrare la cultura orientale. Molto ricco, oltretutto, il programma messo a punto per l’occasione, che prevede mostre fotografiche, ristoranti tipici, spettacoli folklorisitici, aree dedicate alle terapie olistiche e cerimonie tradizionali.  “La cerimonia più caratteristica” – suggerisce Valentina Nobili –  è quella della costruzione del mandala tibetano: si tratta di un disegno sacro, creato con della sabbia colorata. L’ultimo giorno della manifestazione il disegno verrà distrutto e la sabbia benedetta sarà regalata ai visitatori. Insomma, un portafortuna oltre che un ricordo del Festival”.

Il biglietto di ingresso per il Festival dell’Oriente sarà  di 12 euro per quanto riguarda gli adulti ed i bambini oltre i 10 anni; i bambini dai 5 ai 10 anni, invece, pagheranno soltanto 5 euro. La manifestazione avrà luogo dalle 10.30 del mattino fino a mezzanotte e gli spettacoli, i concerti, le dimostrazioni, i seminari, le danze, e rituali, si svolgeranno dalla mattina fino a sera, senza interruzione. Incluso nel biglietto iniziale, peraltro, c’è l’ Holi Festival, la festa del colore di tradizione indiana, reinterpretata, però, in chiave Bollywood: una pioggia di polveri colorate coinvolgerà il pubblico colorandolo da capo a piedi, tra danze e balli divertenti. Un mix, dunque, di musica, energia ed allegria, a disposizione di chiunque voglia prendervi parte.

“In che modo Napoli, rispetto alle altre città italiane, ha reagito di fronte ad un mix di culture così distante dalla propria?”

“Beh, i partenopei sono calorosissimi, non ci sono eguali in italia: la differenza principale consiste in questo. Abbiamo riscontrato tanto entusiasmo, tanta aspettativa, tanta partecipazione, tanta gioia. Napoli ci ha riempito di soddisfazione lavorativa, ma anche personale.”

“Esistono, seconde te, affinità tra la cultura partenopea e quella orientale?”

“Napoli è crocevia di culture, quindi, senza ombra di dubbio, da qui gli orientali sono passati. La cultura napoletana è tanto ricca quanto quella orientale e sicuramente è altrettanto affascinante. Dunque perché no? Ci sono delle affinità!”

Hai riscontrato difficoltà nel mettere insieme tante culture così differenti tra loro?”

“Il festival accosta culture davvero diverse tra loro, quindi a volte capita che ci siano piccoli screzi. Ma il bello del nostro Festival è che la politica ed il sociale vanno messi da parte, per dar vita, invece, ad una celebrazione di cultura e tradizioni.”

“Qual è il segreto del successo di questa grande manifestazione?”

“Il pubblico. Senza ombra di dubbio. Il calore, l’entusiasmo, la passione che hanno dimostrato per il nostro lavoro.”

“Quali sono le prossime tappe per il 2016?”

“Subito dopo saremo a Bari, poi a Carrara, ed a dicembre a Padova. E poi cominceremo un tour per il 2017.”

“Quindi ci sono già previsioni per l’anno prossimo?

“Sì, e molto ricche!”

Si è conclusa così l’intervista a Valentina Nobili,  accolta dalla città di Napoli con grande entusiasmo. Ed è con altrettanto entusiasmo, che lei ha manifestato il suo piacere nel poter organizzare il Festival qui, all’interno del capoluogo partenopeo.

 

 

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