Quando la cultura fa bene. Visita spettacolo alla Reggia di Quisisana

Quisisana panorama - foto Libero Arbitrio

Due “Ferdinandi” a corte dei Borbone. Una visita spettacolo in uno scenario che pochi conoscono: la Reggia di Quisisana a Castellamare di Stabia.  Paesaggio incantevole, clima mediterraneo e natura hanno fatto sì che la contrada in cui sorge il palazzo di corte fosse denominata “Qui Si Sana“. Si dice che il nome di Quisisana derivi da un’antica leggenda secondo cui il re Carlo II d’Angiò fosse guarito da una grave malattia proprio grazie alla salubrità della zona. Dalla famiglia Angioina, a cui si devono la costruzione e l’ampliamento del corpo di fabbrica costituito da tre piani dedicati alla servitù, al riposo ed alle sale di rappresentanza, il palazzo reale passò dopo varie vicissitudini alla famiglia dei Borbone. Siamo nel 1734 e con Carlo III, Ferdinando II e IV il palazzo subirà nuove modifiche con una pianta ad L, tipico anche di alcune Ville Vesuviane del Miglio d’Oro, ed un meraviglioso terrazzo sul mare costruito da Ferdinando II, dal quale si narra si dilettasse nella caccia delle quaglie.

visita spettacolo NarteA
Foto Matilde Falcone

E in questo magnifico scenario esclusivamente vesuviano che Sabato 19 luglio l’Associazione Culturale NarteA in collaborazione con l’Associazione Libero Arbitrio e il patrocinio morale del Comune di Castellamare, in una visita spettacolo ha reso i fasti di corte della famiglia reale dei Borbone in una commedia storicamente e  magistralmente teatralizzata: ironia, folcklore napoletano, “incesti” storici tra costumi odierni e antiche usanze di corte.  Dalla corte della Reggia al bosco antistante per giungere ai locali reali e terminare la visita sul terrazzo che Ferdinando II di Borbone fece costruire successivamente.

Due Ferdinando a corte - visita spettacolo
Foto Matilde Falcone

Conoscere la nostra storia rivivendola: non c’è modo migliore per riconoscere le antiche tradizioni napoletane nei nostri avi. E così lo spettacolo culturale ha avuto un gran successo davanti ad un pubblico di giovani, bambini ed anziani entusiasti, divertiti e affascinati da un cast di attori che tra costumi sapientemente preparati e innata verve teatrale napoletana hanno dato davvero vita ad un bellissimo show, culturale.

visita spettacolo - attori
Foto Matilde Falcone

L’impegno di NarteA nel promuovere iniziative culturali in modo leggero, divertente e per nulla scontato, la collaborazione di Libero arbitrio, l’Associazione di Castellamare grazie alla quale  è stato possibile, dopo mesi di burocratiche amministrative attese, riaprire la Reggia di Quisisana esclusivamente per l’evento che tra gradi e degradi ritornerà probabilmente di nuovo a chiudere, se non ci fosse l’integrazione giusta ed equilibrata delle associazioni culturali del luogo che  possono cambiare le sorti di una terra, che rimane nel bene e nel male unica nella storia, nell’arte, e nelle sue popolari caratteristiche.

visita spettacolo - popolana
Foto Matilde Falcone

La visita spettacolo scritta da Febo Quercia, art director di NarteA, si è conclusa con la degustazione di prodotti tipici locali, offerti da “Panificio Eva” di Concetta Fasolino, “Acetosella Antiche Fonti Plinio”, “Landolfi – Artigiani Pasticcieri” e “Baccanera Enoteca”. L’evento ideato da NarteA e Libero Arbitrio ha raggiunto il suo obiettivo: valorizzare uno dei palazzi reali più antichi della Campania, dando importanza alla cultura come primo passo di sviluppo e arricchimento sociale, in un periodo storico dove viene sempre più a mancare il rispetto e la dignità per le nostre dimore storiche.

regina carolina - quisisana
Foto Matilde Falcone

In scena: Antimo Casertano, Sergio Del Prete, Marianita Carfora, Roberto Albin, Annalisa Direttore, Andrea Fiorillo.
Eccezionali.

locandina nartea_quisisanavisita spettacolo

“La cultura, l’arte e la storia sono risorse fondamentali per lo sviluppo dell’individuo, della società e dell’ambiente in cui si vive – spiega Erika Quercia, presidente di NarteA – Noi cerchiamo di adoperare le risorse del territorio campano per renderle fruibili al pubblico, attraverso un modo diverso di “conoscere”, catapultando le persone non solo all’interno del sito d’interesse, ma rendendolo protagonista del proprio passato”.

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