Chiude La Sonrisa, lavoratori del Castello in protesta: “Oltre 100 famiglie perdono tutto”

Hotel La Sonrisa


A seguito della sentenza giudiziaria che ha sancito definitivamente la fine del Grand Hotel La Sonrisa, meglio conosciuto come Castello delle Cerimonie, mercoledì 24 giugno prenderà il via la protesta dei lavoratori dinanzi ai cancelli del celebre locale di Sant’Antonio Abate.

La Sonrisa chiude: la protesta dei lavoratori del Castello

Il caso de La Sonrisa sembra ormai essere giunto al capolinea, con l’acquisizione dell’intera struttura da parte dell’amministrazione comunale. Una scelta accolta con sconforto soprattutto dai dipendenti del locale che per anni hanno portato avanti con passione e dedizione il “regno” dei Polese, rendendo indimenticabili le tappe più significative dei loro affezionati clienti.

Sono stati proprio i lavoratori ad annunciare la protesta che si terrà domani, 24 giugno, davanti ai cancelli del Castello, invitando la cittadinanza a partecipare per sostenere l’intero personale in questo difficile momento.

“Mercoledì 24 giugno difendiamo il nostro futuro. Oltre cento famiglie rischiano di perdere tutto. Invitiamo tutta la cittadinanza, i colleghi, i giornalisti e chiunque voglia sostenerci a unirsi in massa, per non spegnete i riflettori sul nostro futuro. Vi Aspettiamo dalle 9:30 in poi fuori ai cancelli della Sonrisa. Desideriamo rivederli Aperti. Condividete in massa! Uniti si vince” – si legge nella nota diffusa da Gaetano Davide, celebre cameriere di sala e volto noto dell’omonima trasmissione.

Anche Ferdinando Romeo, affermato maitre del Castello, ha commentato la questione via social: “Questa sera seduto sul divano di casa mia stavo guardando i social e dovunque giravo si parla della chiusura della Sonrisa. Molti sono dispiaciuti, molti increduli, alcuni felici”.

“Ci vorrebbe una enciclopedia per raccontare tutto, ma stasera voglio esprimere il mio stato d’animo. A tutti quelli che ci hanno giudicati o condannati voglio farvi una domanda: siete a conoscenza di quanti sacrifici abbiamo fatto in quel Castello? Quante domeniche intere passate a lavorare, cercare di accontentare ogni singolo cliente e far sì che andasse via soddisfatto e contento. Dopo tanto lavoro, tanta dedizione, il mio Stato, le mie istituzioni, come regalo che mi fa? Mi chiude i cancelli dove io avevo ancora dei sogni da realizzare e mi dice che devo stare senza lavoro. A chi devo ringraziare”.


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