L’americano presidente della Roma ai tifosi: “Fucking idiot, ass”, gli italiani non lo fanno!

James Pallotta

Non è nel nostro stile, i tifosi sono ritenuti sacri, forse si ha solo paura di loro. Evitare lo scontro con le frange più pericolose, quelle estreme capaci di terrorizzare le persone perbene e tenere sotto scacco anche i presidenti. Mai in Italia, il vertice di un club ha mostrato il coraggio di schierarsi contro i propri tifosi, esponendosi in prima persona e rischiando di essere “linciato”.

Così accade che alcuni gruppi ultras facciano il bello e il cattivo tempo. L’unico che in Italia ha invertito questa tendenza è il patron americano della Roma, James Pallotta. Ieri non si è espresso sul coro razzista dei supporters giallorossi ma ancora una volta ha ritenuto di dover criticare il loro atteggiamento critico alla fine della partita, quando, nonostante la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League, il pubblico dell’Olimpico ha duramente fischiato i suoi giocatori.

Ma qualche mese fa, l’americano sbarcato quasi per caso in Italia, ha invece pronunciato delle parole pesantissime nei confronti dei suoi ultras che da allora vivono una situazione di guerra aperta nei suoi confronti: “Fucking idiot, ass...”, tradotto “Quesi tifosi sono degli stronzi e dei fottuti bastardi…”. Lo ha detto all’indomani dell‘esposizione di un vergognoso striscione apparso in Curva Sud, indirizzato ad Antonella Leardi, la mamma di Ciro Esposito, sparato mortalmente da De Santis.

Intorno a lui, da allora, c’è un clima ostile. Gli ultras non hanno dimenticato e non lo faranno. Forse i suoi colleghi italiani dovrebbero prendere il suo esempio, nel condannare sistematicamente gli atti poco civili anche se si tratta dei propri tifosi.

Che l’abbia fatto un americano fa riflettere: Pallotta proviene da un’altra cultura, siamo solo noi a pensare che certi cori, striscioni, facciano parte dei giochi, che siano un elemento ludico da stadio.

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