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Sarri: “Non chiamatemi omofobo”. Ma spunta un precedente del 2014

Sarri conferenza stampaSicuramente le parole rivolte ieri da Maurizio Sarri nei confronti del collega Roberto Mancini, allenatore dell’Inter, saranno state dettate dalla foga agonistica e dall’adrenalina della partita. Se, però, qualcuno era disposto a credere alla sua richiesta di perdono e all’assoluta involontarietà di recare offesa agli omosessuali – ai quali lo stesso mister ha poi rivolto pubblicamente le sue scuse – alcune frasi formulate nel 2014, di sfondo anch’esse omofobe, rischiano di gettare ancor più alla gogna mediatica un allenatore fin qui distintosi per semplicità, umiltà e finanche cultura letteraria (tra i suoi hobby principali Sarri ha più volte ammesso di leggere molti libri).

Il motivo sarebbe da ricercarsi appunto in un’esternazione fatta da Maurizio Sarri due anni fa, quando allenava l’Empoli in Serie B. Era il 24 marzo e i toscani sfidavano la squadra lombarda del Varese in trasferta. La partita terminò 1-0 a favore dei padroni di casa, con gol vittoria di Oduamadi al 59′. Ciò che, tuttavia, fece infuriare l’allenatore toscano fu soprattutto l’espulsione comminata dal direttore di gara nei confronti del terzino Mario Rui, sopraggiunta ad un quarto d’ora dalla fine del match, proprio mentre l’Empoli stava producendo il massimo sforzo per recuperare una partita messasi piuttosto male.

Anche a causa del rosso inflitto al suo calciatore Maurizio Sarri non riuscì nell’intento di pareggiare e magari addirittura vincere l’incontro e ai microfoni, nel post-gara, di certo non fece nulla per nascondere la sua amarezza per il risultato finale e soprattutto la sua rabbia per alcune decisioni dell’arbitro che proprio non lo avevano convinto: “Il calcio è diventato uno sport per froci. Abbiamo subito il doppio dei falli, ma abbiamo subito più gialli noi. Stiamo parlando di uno sport di contatto, ma in Italia si fischia molto di più che in Inghilterra, con interpretazioni omosessuali“.

Allora queste frasi tuttavia non furono punite, visto che – come ricorda la Gazzetta dello Sport – Maurizio Sarri fu multato di 5.000 euro solo “per avere, al 47° del secondo tempo, assunto – recita il comunicato ufficiale del Giudice Sportivo – un atteggiamento provocatorio e insultante nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria, rivolgendo loro il dito medio, infrazione rilevata dal collaboratore della Procura federale .

Un precedente che fa ben sperare i tifosi del Napoli, che tuttavia stavolta rischiano di veder inflitta al proprio allenatore una vera e propria squalifica, pura piuttosto lunga.

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