Video. 1958, Napoli-Juventus al Vomero: 50.000 sugli spalti e in 5.000 a bordocampo

Napoli Juventus 1958

Ci sono partite che vale la pena ricordare. Ci sono imprese che hanno segnato la storia. Ci sono giorni in cui è più bello essere napoletano.  Da una parte il principe azzurro, dall’altra la Vecchia Signora. In mezzo, una delle gare più belle tra le due compagini che meglio rappresentano dal punto di vista calcistico quella lotta che sussiste tra Nord “industriale” e Mezzogiorno “di fuoco”.

E’ il 20 aprile del 1958 e allo stadio del Vomero andava di scena la 29esima giornata di uno dei campionati di Serie A più belli del secondo dopoguerra tra i partenopei del tecnico Amedei e i bianconeri guidati da Brocic. Match dal sapore tutto particolare per i napoletani che avevano già vinto all’andata a Torino per 3-1 e che volevano bissare il successo davanti alla propria gente. L’altra faccia della medaglia è una Juve che cerca il riscatto e che non intende fermarsi dopo le 4 vittorie consecutive che hanno preceduto questo scontro. Se poi si considerano i tanti valori che scesero in campo in quel caldo pomeriggio di primavera come i vari Vinicio, Pesaola, Boniperti e Sivori, è facile capire che quella che stava per iniziare sarebbe stata una di quelle sfide destinate a rimanere tutt’oggi negli Annales. Così fu in effetti.

Per l’occasione, accadde qualcosa di inimmaginabile: l’impianto, inizialmente omologato per ospitare un massimo di 30.000 spettatori, fu occupato da ben 50.000 supporters (numeri altissimi all’epoca) la cui metà fu costretta ad assistere all’incontro in piedi non essendoci sufficienti posti a sedere. E gli andò anche bene. Oltre agli immancabili balconi delle palazzine intorno allo stadio (molti dei quali venivano “noleggiati” come quelli della Riviera di Chiaia e della Torretta alla sfilata dei Carri di Piedigrotta) che in tale circostanza si presentarono gremiti, c’era ancora una parte del tifo azzurro fatto di 5.000 persone che voleva godersi dal vivo l’evento. L’unica soluzione per accontentare tutti fu quella di sistemarli a bordocampo. La partita iniziò così in una bolgia di quasi 60.000 tifosi.

A dirigere l’incontro non fu un arbitro qualsiasi: il fischietto fu affidato al famoso Concetto Lo Bello di Siracusa, promotore della figura di arbitro-atleta, sempre di corsa e in movimento a seguire l’azione di gioco da vicino. Tale designazione fu impeccabile: Lo Bello riuscì ad amministrare la partita nel migliore dei modi, come aveva sempre fatto fino a quel momento. Ciò che colpì maggiormente furono però il carattere e la tranquillità della sua figura nell’evitare che i tifosi sistemati sulla pista d’atletica tentassero di invadere il terreno di gioco e quindi sospendere la partita che si concluse con un pirotecnico 4-3 in favore dei padroni di casa. Per gli azzurri in rete ‘O Lione Vinicio (autore di una doppietta), Brugola e Bertucco che a 2 minuti dal termine fece esplodere la gioia dei 60.000 segnando il gol vittoria dopo il pareggio di Montico per i bianconeri.

Triplice fischio e napoletani che invadono il campo presi da una gioia irrefrenabile. Alla fine il presidente onorario Achille Lauro inscenerà una vera e propria processione per celebrare quella vittoria tanto sentita quanto sofferta: una vittoria, ed è proprio il caso di dirlo, dei tifosi napoletani..

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