Napoli, lo strano caso di Alberto Grassi: il colpo di gennaio è finito ai margini del progetto azzurro

foto sscnapoli.it
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Quella immortalata in questa foto è l’unica scena di Alberto Grassi da quando è a Napoli. Strano il destino del centrocampista bresciano, passato dalla maglia titolare dell’Atalanta al dimenticatoio azzurro. E pensare che quando fu preso dalla dirigenza partenopea il 27 gennaio, al termine di una trattativa che ha occupato l’intera finestra invernale di trattative, il suo arrivo fu salutato con il grande entusiasmo dettato dalle parole preziose degli addetti ai lavori. “Grassi è uno dei talenti più puri del calcio italiano”, urlavano i più esperti del pallone, anche perché a dire il vero il suo inizio stagione con il nerazzurro dell’Atalanta di Reja fu a dir poco perfetto. Ma tra il Calcio Napoli e  Alberto Grassi ci si è messo di mezzo anche il destino crudele di un infortunio che lo ha colpito pochi minuti dopo la sua firma ufficiale, al suo primissimo allenamento in quel di Castel Volturno.

Superato il problema al ginocchio sul finire della stagione, però, complice anche il momento decisivo per il Napoli, Maurizio Sarri non se l’è sentita di scommettere su di lui, lasciando a zero il suo minutaggio in maglia azzurra. Grassi è un capitale della Società partenopea (De Laurentiis lo ha pagato ben 10 milioni), ma la sensazione è che nella squadra non ci sia posto per lui. Ed è facile arrivare a questa conclusione: basta seguire il trend delle trattative azzurre. Si cerca a tutti i costi di portare a Napoli almeno un paio di centrocampisti, il che alle orecchie del ventunenne centrocampista ex Atalanta suona come una bocciatura. Da colpo di gennaio a pedina di scambio o, peggio ancora, semplice tassello da mandare in prestito a farsi le ossa. Il futuro di Alberto Grassi, al momento, sembra molto lontano da Napoli, ma non è finita qui: ci saranno altri ritiri da affrontare, esperienze da fare e tante altre occasioni per sconvolgere i piani della squadra che su di lui, in ogni caso, non ha avuto paura di investire.

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