Paolo Cannavaro: gli 8 anni in maglia azzurra e quel sogno rimasto irrealizzato

“Paolo è stato importantissimo per me nel momento in cui approdai al Napoli. Venivo dalla Sampdoria e non conoscevo nessuno. Lui sin dal primo giorno si mise a mia disposizione facendomi conoscere la città e i nuovi compagni. Mi disse che per qualsiasi cosa potevo contare su di lui. Non lo dimenticherò mai…” – Christian Maggio

Esistono tre tipologie di leader: c’è chi che ti dice cosa fare, chi ti lascia carta bianca e chi viene da te e ti aiuta di fronte ad un qualsiasi tipo di difficoltà. Paolo Cannavaro era proprio tra questi ultimi. Un ragazzo serio ed equilibrato che per la maglia azzurra ha sempre dato tutto sé stesso dal primo all’ultimo giorno di sodalizio con la causa partenopea.

Nacque a Napoli il 26 giugno del 1981. Fece il suo esordio da professionista tra le file della squadra della sua città (dov’è cresciuto calcisticamente) il 6 giugno del 1999, a 17 anni, in una partita di Serie B giocata a Verona contro l’Hellas. L’anno successivo, viste le difficoltà economiche che incombevano sulla società campana, passò al Parma. Ivi raggiunse suo fratello Fabio: pilastro inamovibile della formazione emiliana e delle nazionale. Tale avventura non si rivelò tuttavia proficua in termini di presenze: fu dunque girato in prestito al Verona con cui mise a segno anche il suo primo gol in Serie A. Nel 2002 tornò al Parma dove vi giocò per altri 4 anni prima di essere nuovamente acquistato dal Calcio Napoli allora militante in serie cadetta e necessitante di un centrale da affiancare a Domizzi e Maldonado.

Il primo anno contribuì alla promozione in Serie A togliendosi tra l’altro la soddisfazione di segnare in rovesciata agli acerrimi rivali della Juventus in un match di Coppa Italia ad eliminazione diretta giocato al San Paolo (poi vinto ai rigori dagli azzurri). Il suo bilancio in 8 stagioni col Napoli è stato di 278 presenze (la maggior parte delle quali disputate indossando la fascia di capitano) e 9 reti condite da 2 qualificazioni dirette in Champions League e la vittoria della Coppa Italia materializzatasi nella notte di Roma del 20 maggio 2012 grazie alla vittoria per 2-0 contro la Vecchia Signora.

Con l’avvento in panchina di Benitez, gli spazi per lui si ridussero progressivamente: nel gennaio del 2014 fu ceduto al Sassuolo, dove milita attualmente. Nonostante tutto però il suo cuore batte (e batterà) solo per una squadra…:

“L’ultima volta che sono tornato al San Paolo l’emozione è stata troppo forte: il fisico non ha retto e sono stato fermo 2 mesi. Dispiace sia finita così. Per il Napoli sarei voluto essere quello che Totti è stato per la Roma: la bandiera”.

Tanti auguri, Paolo! 

 

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