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La tipica giornata di mare al Sud: simpatiche abitudini per un giorno in spiaggia

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L’estate è ufficialmente arrivata e anche se molte persone sono ancora al lavoro, magari costretti in giacca e cravatta o fastidiosissimi tailleur, tante altre hanno già iniziato a distendersi al sole e ad approfittare di qualche nuotata in mare per trovare refrigerio. C’è da dire che dopo il freddissimo inverno a cui siamo stati sottoposti, quasi bisognava aspettarsela l’esplosione di calore estiva, e così con l’arrivo della “bella stagione”, è iniziato pure il via vai al mare, e noi oggi vogliamo parlare proprio di quello tipicamente meridionale.

E’ innegabile infatti, che anche trascorrere una giornata al mare, faccia differenze tra la gente del Nord e quella del Sud, in merito a questa questione, sono tante le cose che sono state dette, qualcuna ironica e sciocca, qualche altra più veritiera, ma noi oggi proviamo a raccontare quella che può essere una tipica giornata di mare al Sud.

Al Sud andare al mare è una conseguenza naturale, se nasci meridionale hai quasiautomaticamente le branchie, insomma, noi popolo del Sud siamo un po’ pesciolini, veniamo al mondo già con la consapevolezza che tra noi e il mare ci sarà sempre un legame speciale, la nostra estate inizia a Maggio (quando arriva in ritardo) e finisce sommariamente ad Ottobre, e non perché poi inizia il freddo, ma solo perché continuare ad andare ancora a mare poi “pare brutt”. Ci svegliamo presto con il profumo di caffè misto a quello di frittata di maccheroni, e ancor prima di scendere dal letto sorridiamo, la felicità contagiosa dei profumi della cucina di mammà è un toccasana per il buonumore, prepariamo la borsa per la spiaggia che non è mai piccola e leggera, ma un affronto a Mary Poppinsm che in confronto ha una sciocca “pochette da cerimonia”, teli da mare, crema abbronzante, olio,  crema doposole, crema rinfrescante, crema rigenerante, spruzzino per alleviare il calore durante la lunga esposizione al sole sul lettino in riva al mare, spazzola, pettine, cerchietti per capelli, cappello, così tanta roba che non ci sarebbe da stupirsi se uscissero dalla borsa anche “le pinne, il fucile e gli occhiali”.  La mamma intanto, non accenna ad uscire dalla cucina e continua a preparare da mangiare, va sottolineato soprattutto che la mamma napoletana, cucina sempre per “un esercito”, e anche se ogni volta racconta che quando era piccola lei in cucina non si facevano ‘e spartenze (divisioni), lei è sempre pronta a preparare milioni di pietanze anche “take away”, da portare in spiaggia.mappatella beach

Finalmente arrivati, inizia la lunga ed interminabile giornata, il sole picchia forte, la sabbia scotta ma la gioia di essere finalmente in spiaggia è tanta. In una tipica spiaggia al Sud, non esiste il “silenzio da relax”, ma a fare da sottofondo alle giornate estive al mare, ci sono le risate dei bambini che giocano a fare i castelli di sabbia, che solitamente occupano l’intera spiaggia rischiando la multa per abuso edilizio, e le grida dei giovani spensierati che si rincorrono in spiaggia per scambiarsi gavettoni dispettosi. La mamma inizia ad organizzare tutto, il lettino con i teli pronti ad accogliere chi infreddolito esce dal mare, le borse sotto l’ombrellone, i sandali disposti in modo ordinato, insomma in mancanza di faccende domestiche a casa, inizia a riordinare in spiaggia e poco ci manca che inizi a passare anche l’aspirapolvere, al papà invece, che dopo una settimana intensa di lavoro si è svegliato comunque di buon mattino per portare tutti al mare, nel migliore dei casi tocca la sedia sdraio e un quotidiano qualsiasi, almeno fino a quando la mamma non chiede di lasciare il posto al figlio più piccolo quando decide di metterlo in punizione, perché non si sa come mai, ma quando sei al mare e devi essere punito, dopo un sonoro schiaffo sul sedere la punizione è intonata così: “Assiettate’ncopp ‘a sdraio e nun te movere”.

Intanto in lontananza arrivano le voci dei ragazzi che iniziano la loro classica e stagionale gara di tuffi, a cufaniello, a piett ‘e palumm, una moltitudine di stili che solo a Napoli si possono capire  e le mamme come di consueto, abbandonando la postazione base, si avvicinano minacciose alla riva, prendend la loro classica postura da “quando esci dall’acqua te faccio na mazziata“, con le mani nei fianchi e il volto corrugato mentre guardano i figli lanciarsi dagli scogli. Ad ora di pranzo, quindi verso le 14.00 minuto in più e non in meno, finisce il “primo bagno” della giornata, i ragazzi escono dall’acqua non prima di essere stati chiamati  dalla mamma 30 volte e minacciati 40, e raggiungono i genitori sotto l’ombrellone per dare inizio alle danze.

Profumi inebrianti fanno a gara con la brezza marina e neanche a dirlo, vincono di gran lunga, le mamme meridionali hanno dato il meglio di loro stesse e così se la sfide precedente era sui tuffi, adesso si gioca il tutto per tutto sulle pietanze cucinate, c’è così tanta roba che si potrebbe sfamare un intero popolo eppure c’è sempre la mamma che con un sorrisino guarda la vicina e asserisce “Signò il caldo mi uccide, aggio fatto giusto due cose”. Inizia così il banchetto da spiaggia, tutti mangiano tutto, perché al Sud è d’obbligo la “condivisione”. A pranzo concluso la più previdente caccia fuori le classiche bottigline di succo di frutta ma col caffè freddo, offrendolo a tutti, qualche papà riposa tra gli schiamazzi lontani, qualche altro gioca a briscola in compagnia, in acqua si gioca a sette si schiaccia e un po’ più lontano inizia la “gara dei rigori”.

Alle 19.30 tutti in macchina, si saluta chi per un giorno è stato il proprio vicino di ombrellone come se si salutasse un parente, si scambiano promesse per un altro giorno da condividere e uno sguardo fugace al mare testimone di tanto divertimento. Si torna a casa stanchi, stanchissimi e con un sorriso in più, perché al Sud anche andare a mare è una faticata, ma come tutte le cose, la gioa è inspiegabile.

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