Allerta in Polonia, trasferta a rischio per il Napoli e i napoletani

Tifosi Legia Varsavia

Se sul fronte tecnico il Napoli, pur schierandosi con un turnover più o meno ampio, potrà mettere in campo un undici tecnicamente superiore rispetto al Legia Varsavia, la trasferta polacca nasconde delle insidie non di poco conto. Gli azzurri chiamati all’ennesima prova di maturità dovranno dimostrare di aver smaltito velocemente la sbornia post Juvenuts e piazzare il primo tassello importante verso la qualificazione ai 16esimi di Europa League.

Ma è il versante ordine pubblico a destare qualche preoccupazione, con la polizia polacca pronta ad agire in caso di necessità. Esistono timori che qualcosa possa procedere non nel verso giusto. I precedenti con le italiane non sono, infatti, affatto favorevoli: appena due anni fa, sempre in Europa League, i tifosi polacchi si resero protagonisti di una serie di atti vandalici nella capitale, al ritorno in Polonia, molti tifosi laziali furono arrestati e processati per direttissima per lancio di pietre e bottiglie contro la polizia.

C’è un ulteriore campanello d’allarme suonato alla vigilia di Legia V.-Napoli: qualche giorno fa un tifoso polacco residente a Napoli, si è introdotto alla stadio San Paolo e con una bomboletta spray ha vandalizzato il già disastroso impianto di Fuorigrotta, registrando il suo atto vandalico con una telecamera. I tifosi del Legia hanno successivamente diffuso il video in questione. Insomma, mentre De Laurentiis e De Magistris litigano sull’impianto e sui quattrini, lo stadio mostra le sue debolezze. Un bene pubblico fuori controllo. Un gesto, questo del tifoso polacco, che alle frange ultras del tifo azzurro non sarà piaciuto.

Non è da sottovalutare, inoltre, l’amicizia che da tempo lega i supporters del Varsavia con gli ultras della Juventus. Un particolare che se per molti può sembrare insignificante non lo è nella mentalità ultrà. Ricordiamo che lo scorso 2 agosto, in occasione dell’amichevole Nizza-Napoli, un gruppo napoletano fece esplodere una bomba carta. Le tensioni avevano una sola ratio: l’amicizia che lega i tifosi transalpini a quelli dell’Inter.

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