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Izzo, il talento di Scampia: “Portavo l’acqua per le case…”

Armando Izzo

Il 5 ottobre 2014 esordisce in seria A con il Genoa: Armando Izzo, giovane di Scampia, il quale recentemente ha incontrato gli azzurri dall’altra parte del campo, non ha avuto la strada spianata nel mondo del calcio.

Da piccolo, calciava il pallone in quei rioni che, tutt’ora, rappresentano maniche sgualcite di Napoli, è lì che imparò a giocare. Campi di calcio anarchici, che permettono, tuttavia, ai giovani di Napoli di condividere, ancora, pezzi di strada e fette d’aria, portando nel cuore la passione per il “pallone”.

“Mio padre è scomparso presto”, racconta Izzo a Spazionapoli.it, “quando avevo dieci anni. Ero il fratello più grande e ho dovuto fare praticamente il padre di famiglia. Per un periodo decisi di lasciare il calcio per aiutare mia madre. Non avevamo abbastanza soldi e comincia a lavorare. Portavo l’acqua per le case di Scampia“.

Ma il talento non ti lascia in pace. Ti fa pensare. E induce gli altri ad incoraggiarti: mentre il giovane portava acqua per le case, la società del Napoli continuava a contattarlo:sono tornato a giocare grazie ai consigli del mio procuratore e al Napoli, che insisteva, chiamandomi più volte.”

Armando esordisce a 13 anni nell‘Arci Scampia, per poi passare nel Napoli e ancora, nella Triestina, in prestito; nel gennaio 2012 è il momento dell’Avellino, nel quale gioca in comproprietà, fino al Genoa, squadra di serie A.

Il giovane di Scampia raccontava qualche anni fa: «Mio padre si chiamava Enzo, è morto quando avevo 10 anni. Lui ne aveva 29. Era fissato con il calcio: sognava di vedermi al San Paolo con la maglia del Napoli e così mi portò a scuola calcio”. Spiega come, inoltre, vivendo in una periferia a rischio, ha incontrato la criminalità e come poteva essere facile entrarci; tuttavia, l’amore per la madre e per il calcio, l’ha salvato. “L’onestà è la prima cosa” dichiara.

E, circa la partita di domenica scorsa, dice: “E’ stata una grande emozione affrontare gli azzurri nella memoria di mio padre, io sono da sempre tifoso del Napoli. I miei fratelli vivono ancora a Scampia e domenica sono venuti a vedermi allo stadio. Higuain? Tutti mi hanno detto che sono stato bravo a marcarlo, sto ricevendo diversi complimenti”.

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