Video. Ha fatto impazzire tutti alla stazione di Napoli: ecco chi è

Nunzia De Falco

Siamo a Napoli, fiumi di persone che si spostano da una città all’altra, “gente distratta che viene e va” direbbe Pino Daniele. E’ questo il saluto quotidiano che ci attende alla stazione centrale.

Per rallentare la freneticità, ormai parte integrante del nostro essere, a Napoli, così come in altre città d’Italia, è stata lanciata un’iniziativa per regalare a tutti, piccoli break di evasione quotidiana.

Stiamo parlando di “Grandi stazioni”, un progetto che ha previsto l’installazione di un pianoforte al centro di molte stazioni, a disposizione di chiunque, per condividere attimi a suon di musica.

L’intrattenimento musicale viene in questo modo inteso come momento di aggregazione sociale. Non poche sono state, nell’arco dei mesi, le esibizioni musicali e canore che hanno riscosso un gran consenso, tanto da essere filmate e condivise sui principali social.

Nel mondo del web, un’esibizione che ha raggiunto quasi due milioni di visualizzazioni, è stata quella della musicista Nunzia De Falco che, nell’attesa di un treno in un sabato di novembre, si è esibita con la canzone “Torna a Surriento” accompagnata al piano dall’amico Francesco Aliberti.

Le numerose condivisioni sui diversi canali social hanno reso la sua performance un vero successo e, di conseguenza, il suo video virale. Di seguito l’intervista a Nunzia De Falco.

Nunzia De Falco
Nunzia De Falco

 Per prima cosa, presentiamoci. Chi è Nunzia De Falco e qual è stato il suo percorso nel mondo della musica?

Ho cominciato a studiare musica da piccolina, suonavo il pianoforte e ho sempre cantato: sfruttavo ogni occasione, dal coro della parrocchia ai progetti musicali del liceo.
Da adolescente ho chiesto, con insistenza, ai miei genitori di portarmi a lezione di canto. Mio padre era perplesso, ma io insistevo di continuo. Così fui ammessa in Conservatorio e ho cominciato, fin da subito, a lavorare in teatro.
La gavetta è lunga per chi si costruisce, giorno per giorno, con sacrificio, ma la passione che mi anima e l’amore per il teatro mi danno forza ed energia. Nel frattempo mi sono anche laureata manifestando, pure in questo ambito, il mio interesse per le ricerche musicali. Le tappe sono numerose ma, per me, sempre un punto di partenza, mai di arrivo.

La sua performance nella stazione di Napoli ha ormai fatto il giro del web, ci racconti un po’ di quella giornata.

Se ci ripenso, rido ancora. Ero col mio amico Francesco Aliberti, un pianista eccellente che conosco da 11 anni, alla stazione di Napoli centrale per un cambio treno. La giornata era stata tutta dedicata ad impegni musicali, alcuni dei quali condivisi, e io non avevo neanche avuto il tempo di pranzare! Ci siamo ritrovati, uscendo dalla metropolitana, davanti a quel pianoforte e, come al richiamo delle Sirene con Ulisse (ma noi… non abbiamo saputo resistere) ci siamo messi e, tra l’imbarazzo e l’emozione -non per quello che facevamo, ma per il luogo in cui lo facevamo- abbiamo ripetuto delle cosette. Si è radunata un bel po’ di gente e noi ci siamo guardati: “France’.. la facciamo una canzone napoletana??” “ok!” “quale?” “… Torna a Surriento!”. Siccome lui è un grande musicista, mi ha addirittura chiesto quale tonalità poteva essere più adeguata.

Così abbiamo cominciato. La gente aumentava e noi abbiamo eseguito anche la seconda strofa. Poi siamo andati via, ringraziando tra l’imbarazzo e il divertimento. Abbiamo riso a lungo, per tutto il viaggio in treno perché è alquanto insolito che, chi si esibisce per professione, decontestualizzi la performance e decida, in un giorno qualunque, di condividerlo con gli altri in stazione.

Il giorno dopo io ero ad una prova e il mio cellulare ha cominciato a dare mille segnali. Una lunga serie di persone mi scriveva ed avvisava che un signore presente a quella performance improvvisata ci aveva ripreso col cellulare e aveva caricato il video on line. Siamo diventati virali.

Siccome, poi si è cominciato a diffondere il mio nome ho deciso di aprire una pagina pubblica su Facebook  “Nunzia De Falco musicista”, in modo da rimanere in contatto con tanti appassionati di arte e musica.

Sicuramente i consensi e gli applausi di una platea improvvisata sono stati la chiave del successo della viralità del video, che emozione ha provato in quel momento?

Non ci si abitua mai all’emozione di un applauso, anche se succede in una stazione. La stazione non è un posto qualunque, ma un luogo molto frequentato da chi, come noi, viaggia spesso per lavoro. Raccoglie le nostre stanchezze, i nostri pensieri, come una casa transitoria. E’ un luogo di scambio umano ad alta velocità in cui abbiamo deciso di fermarci e, con noi, altri che erano lì in arrivo o in partenza. E’ anche un divertente paesaggio sonoro che ha arricchito la breve performance, donando un tocco di colore.
Noi abbiamo avuto piacere di condividere un po’ di musica. L’applauso di quelle persone si è esteso in un applauso molto più vasto, virtuale, ma comunque emozionante.

Il suo repertorio è senza alcun dubbio vasto e variegato, tuttavia, ha un cavallo di battaglia?

Ne ho diversi, ma sono molto legata al personaggio di Liù, della Turandot di Puccini. Eseguendo le sue arie, ho vinto diversi concorsi internazionali di canto, l’ultimo dei quali, molto prestigioso, a Tenerife, l’anno scorso. Non l’ho ancora debuttata, ma spero accada presto. Poi La Traviata, La Bohème, Anna Bolena, Don Giovanni. Mi piace interpretare, con mille sfumature, personaggi tanto diversi e lavorare molto sull’attorialità.
Noi non dobbiamo eseguire note, ma dare vita ad un personaggio, attraverso il canto… è molto diverso!

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

I più imminenti: La Traviata, in cui interpreto Violetta; Aida, in cui sono La Sacerdotessa; una serie di concerti in Italia e all’estero e diversi incontri culturali di presentazione del mio ultimo libro dedicato all’Ulisse di Luigi Dallapiccola. 

Dato che il canto è la sua professione, che consiglio si sente di dare a chi vuole intraprendere questa carriera?

Nel mio piccolo, posso solo suggerire di studiare tanto, leggere molto e pensare che ogni tappa non sia solo una conquista, ma anche un punto di partenza. Io non smetto mai di recarmi dai miei maestri di canto e spartito per imparare e perfezionarmi. Ho sperimentato anche un progetto meraviglioso, in anteprima, a Bologna, nell’Opera Studio School. Con l’ausilio di bravi vocal coach, si ha la possibilità di studiare ruoli interi in sala di registrazione e su una base orchestrale predisposta proprio ad uso didattico. Nello schermo si vede anche il gesto del direttore: un’esperienza nuovissima e molto utile, soprattutto quando si deve studiare un ruolo nuovo, mai debuttato!

Potrebbe anche interessarti


Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di “terze parti” per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookies. Scopri di più