Rischio Vesuvio. Ideatore app: “Ecco cosa succede in caso di perdita del segnale”

Vesuvio

L’ 1 aprile 2016 è stato presentato il Piano di Emergenza di Protezione Civile della città di Ercolano da attuare in caso di calamità naturale accompagnato dall’App ProCiv dedicata: un’applicazione gratuita, interattiva ed unica nel suo genere.

Il comune di Ercolano è uno dei primi in Campania ad avere dato vita ad un progetto di questa portata, nato da un bando della Regione Campania e sviluppato grazie ai fondi stanziati dall’Unione Europea. Per la diffusione del piano si è preferito creare questa app al posto dei classici volantini per arrivare facilmente ai più giovani e diffonderlo in maniera più rapida ed adeguata ai nostri tempi.

In altro modo si poteva incorrere nel facile errore di lasciare che il progetto si ricoprisse di polvere nei cassetti degli uffici comunali o lasciarlo morire subito dopo la presentazione. La nascita di questa app, invece, dà linfa vitale rigenerando di continuo il nuovo Piano di Emergenza e pone inediti ed interessanti scenari allo sviluppo e alla diffusione della prevenzione e dell’informazione riguardo le calamità naturali, nozioni che hanno realmente modo di entrare nelle case dei cittadini e non restare solo il lontano ricordo delle simulazioni di evacuazione a scuola ma divenire un nuovo modello interattivo, stimolante e totalmente innovativo.

In passato questo tipo di informazioni potevano essere lette soltanto sui siti web dei comuni o recandosi presso gli uffici degli stessi; con l’App ProCiv è l’amministrazione a raggiungere i suoi cittadini contattandoli direttamente sui loro Smartphone. In Italia app di questo tipo sono poche e di tipo principalmente informativo e promozionale come il servizio meteo.

Anche gli altri comuni della zona vesuviana potevano attingere alle casse europee per sviluppare un proprio progetto ma pare che nulla sia stato fatto per quanto riguarda questo bando: la mancata adesione ad un’iniziativa così importante per la salvaguardia dei cittadini, in particolare per i comuni della cosiddetta zona rossa, lascia il gusto amaro dell’ennesima occasione persa.

Abbiamo avuto modo di parlare dell’App ProCiv con Gerardo D’Ardia, creatore e sviluppatore dell’app insieme al team Gaspari, coordinato dal responsabile Piero Nanni.

La app di Protezione Civile è stata presentata l’ 1 aprile: a distanza di più di un mese ci può fare un bilancio? In quanti l’hanno scaricata?

La app è stata scaricata da più di mille persone. Ho avuto modo di leggere numerose recensioni positive su Apple Store e Google Play ed abbiamo avuto un buon riscontro presso una vasta fetta di persone: dai tecnici del settore, ai cittadini adulti sino a giungere ai più giovani.

Del resto il comune di Ercolano è stato molto attivo sul proprio territorio per pubblicizzare ed informare al meglio la cittadinanza dell’iniziativa; ha organizzato numerosi incontri nelle scuole e con i negozianti distribuendo brochures esplicative ed un road show: un tour della città su di un camion, sostando nelle piazze per incontrare la cittadinanza. Ancora altri incontri sono previsti prossimamente.

Come sta funzionando il nuovo sistema? Avete riscontrato problemi?

No, non è stato riscontrato nessun tipo di problema. Con il Gruppo Gaspari produciamo app di comunicazione istituzionale da quattro anni, di conseguenza abbiamo raggiunto una certa esperienza in materia. Anche i cittadini non ci hanno segnalato nessun tipo di disturbo.

Viene spontaneo immaginare che, in caso di terremoto o altro tipo di calamità, si possano avere problemi di ricezione nel momento in cui tutte le linee telefoniche ed internet sono sovraccariche; potrebbe accadere che in quel frangente la App non funzioni?

Durante un terremoto di media intensità ci sono sempre quei 15 o 20 minuti in cui non c’è connessione, è vero. La app, chiaramente, non può risolvere questo disagio. I messaggi arrivati precedentemente alla perdita del segnale possono essere letti anche quando si è offline, un po’ come accade per le conversazioni di Whatsapp, ad esempio. Il fine di questa app, c’è da dire, non è avvisare di ciò che sta per accadere poiché è praticamente impossibile prevedere in anticipo un evento sismico. Il vero obbiettivo è soprattutto aiutare la Protezione Civile a diffondere il piano d’evacuazione completo, informare ed istruire l’utenza sul comportamento da assumere appena finita la scossa o altro tipo di evento: in quale area d’attesa recarsi, qual è il percorso preferibile da percorrere per raggiungerla ed il giusto atteggiamento da assumere.

Importante è che i cittadini siano sempre pronti a situazioni del genere ed abbiano il giusto comportamento, anche in situazioni in cui non ci sono pericoli: ricordare di non abbandonare rifiuti lungo le strade principali, lasciare libere le corsie di emergenza e non ingorgare in nessun modo le strade per agevolare e non ostruire il passaggio di mezzi di soccorso come le ambulanze. Tenere a mente, inoltre, che in casi di emergenza ci sono determinati percorsi adibiti solo ai mezzi civili. Tra l’altro in futuro questa app potrà essere utilizzata anche per comunicare dissesti stradali e la chiusura di strade. La prevenzione è uno degli obbiettivi che ci siamo posti.

Inoltre è poco noto che in questi casi i cittadini di ogni località della zona rossa verranno indirizzati in una determinata regione d’Italia: per Ercolano dovrebbe essere la Toscana; per Torre del Greco, la Sicilia. Il decreto che riguarda questo punto, però, ancora non è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale, dunque è ancora tutto da definire con precisione ovvero si conosce la Regione ma non il/i paese/i di destinazione. La app comunicherà anche questo tipo di informazioni non appena disponibili.

I cittadini si radunano in un determinato luogo già prestabilito nel piano d’ emergenza, visualizzabile e geolocalizzato sulla App ProCiv definito Area di Attesa; chi non potrà muoversi con mezzi propri o nel caso di disabili o anziani ci saranno autobus ed altri mezzi messi a disposizione dall’ACAM (azienda Campana di Mobilità) e dalla Protezione Civile.
Curiosamente, anche un bambino molto acuto durante il nostro tour di presentazione nelle scuole aveva lo stesso dubbio riguardo la mancanza di connessione.

E quale altro quesito interessante le è stato posto durante questo tour?

Numerosi bambini, molto perspicaci, che sono già pratici del web ed hanno padronanza nell’utilizzo di PC e Smartphone, hanno portato alla mia attenzione osservazioni degne di nota. Un bambino mi ha ricordato del caso della chiazza nel mare di Ischia che ha destato non poca apprensione poco tempo fa e si è scoperto essere non un cratere sommerso ma una falla lungo una condotta fognaria sottomarina, come ha evidenziato il responso del sopralluogo da parte della Guardia Costiera.

Il bambino mi ha fatto notare come in questo caso si è creato allarmismo e confusione in mancanza di fonti univoche, accertate e veridiche. Anche per evitare questo tipo di fraintendimenti, noi con l’Osservatorio Vesuviano stiamo progettando una app gestita dall’Osservatorio stesso. La app permetterebbe anche di comunicare con l’Osservatorio eventuali anomalie rilevate dagli utenti nel terreno, come riscaldamenti improvvisi, rigonfiamenti e quant’altro. Un allarme falso può generare il panico ed essere altamente dannoso.

Come si sono mossi gli altri comuni del napoletano? Quanti e quali comuni hanno aderito all’iniziativa?

Vari comuni napoletani potevano prendere parte all’iniziativa ed avere a disposizione i fondi dell’Unione Europea a partire da 50.000 euro per sviluppare l’attuazione delle nuove norme del progetto Augustus della Protezione Civile e la conseguente comunicazione e diffusione nel territorio. Per i comuni della zona rossa, a più alto tasso di rischio in caso di eruzione, era previsto un incremento dei fondi ma in conclusione oltre al comune di Ercolano solo Pollena Trocchia ha aderito.

La giovane amministrazione di Ercolano, cosciente del valore della comunicazione e della necessità di creare un filo diretto che congiunga istituzioni e cittadini, ha aderito con entusiasmo. Dobbiamo informare e rendere partecipi i cittadini di ciò che accade perciò la app è gratuita e di facile fruizione. Deve essere resa viva e conoscere la maggiore diffusione possibile affinché sia utile e crei un filo continuo e diretto con la cittadinanza contribuendo a creare una vera cultura di Protezione Civile, l’unica vera prevenzione possibile: sapere quali sono i rischi ed i comportamenti da adottare che tradotto significa salvare tante vite umane. L’applicazione è fortemente all’avanguardia ed innovativa nel suo genere, un’esperienza inedita in Italia e non solo, tanto che anche gli Stati Uniti d’America se ne stanno interessando.

Inoltre valorizza e porta a conoscenza ancora di più di uno straordinario patrimonio sociale che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare in questo anno di studio, gente che lavora per noi tutti in silenzio, tutti i giorni e gratis: i Gruppi Volontari della Protezione Civile.

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