Terra dei Fuochi, dopo la Findus anche Pomì fa marcia indietro

Pomì

Terra contaminata dai rifiuti tossici, agricoltura campana sempre più giù. A determinare lo sfascio economico e commerciale delle nostre terre ci hanno pensato le grandi aziende del nord Italia che per anni si sono rifornite nella nostra regione e che ora, sull’onda mediatica allarmistica della Terra dei Fuochi, hanno deciso di fare retromarcia. Abbiamo già parlato della Findus che ha deciso di non rifornirsi dei prodotti nostrani, ma a questa storica azienda vanno ad aggiungersi altre con il risultato catastrofico per la nostra economia.

Chi di voi non ha mai comprato i pomodori della Pomì? cari meridionalisti, metteteci anche una croce adesso. La Pomì sull’onda contagiosa della paura ha deciso, come rivela un’inchiesta di Fanpage.it, al pari della Findus, di scartare i prodotti campani. E pensare che una volta faceva a gara con altre aziende per accaparrarseli. Il recente spot pubblicitario, pubblicato su diversi giornali, recita chiaramente che l’azienda mette in commercio soltanto pomodori colti nella Pianura Padana.

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L’agricoltura campana è ormai al collasso e la crisi economica che ci attanaglia da tempo si fa sempre più capillare. Un dramma tutto del sud, dal nord e precisamente dal governo di Roma nulla si fa per distinguere le aziende pulite da quelle sporche, dal punire chi ha commesso reati. Così facendo si ammazza un settore da sempre florido con il risultato che il sud prosegue nella sua marcia all’indietro. Le distanze economiche tra il nord e il sud si allargano sempre di più.

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