“Sale della Terra”: la Campania insegna agli albanesi a fare le conserve di pomodoro

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Essere campani vuole dire anche, e soprattutto, essere generosi con il prossimo, da questa caratteristica che ci distingue dagli altri è nato il progetto “Sale della Terra”, un progetto di promozione delle comunità locali in Albania, in particolare delle città di Gostime, Lumas, Floq e Berat, attraverso agricoltura sociale e turismo sostenibile.

Come riporta Repubblica.it, la Campania è stata protagonista principale di questa iniziativa con a capo la Caritas Benevento e la Caritas Avellino insieme a Caritas Italiana e Caritas Albania del Sud, diretta da suor Camilla Maenza, una suora di origini baresi ma di adozione albanese.

L’iniziativa mira ad aiutare queste comunità albanesi a sfruttare la fertilità della propria terra, infatti qui l’agricoltura era concepita come un affare domestico, svolto esclusivamente da donne, mentre attraverso questo progetto si cerca di farla concepire come un’impresa, un’opportunità che può far fruttare dei ricavi a tutti le città coinvolte.

Quindici piccoli agricoltori di Gostime, dieci donne di Lumas, quattro ragazzi di Berat e quindici piccoli viticoltori di Floq sono i beneficiari di questo progetto; un piccolo gruppo di giovani agricoltori-imprenditori che iniziano a credere nella potenzialità di questo settore.

Pomodori, vino e olio sono i principali prodotti di queste terre, che vogliono essere valorizzati attraverso questa iniziativa.

A Pasquale Addonizio, laureato in Scienze e tecnologie agrarie al Dipartimento di Agraria di Portici, è affidato il compito di coordinare la produzione di vino e olio e, come lui stesso afferma, tutti lo osservano, quasi incantati quando illustra la tecnica della passata di pomodoro o della maturazione dell’uva.

In questo progetto ci sono anche Eriona e Vera, che posseggono un Master per Imprenditori Agricoli e Reti Territoriali all’Università degli Studi del Sannio di Benevento.

Come spiegano le attiviste, sono già circa dieci le famiglie che sono diventate imprenditrici e produttrici, riuscendo a sfruttare il sale della loro terra con l’aiuto della Campania.

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