Cancro, importante scoperta: gli scarti della birra bloccano le cellule tumorali

Birra

Curare i tumori con la birra, secondo uno studio di alcuni ricercatori dell’Università di Bari, si può! La ricerca in questione è stata fatta sulle acque di scarto prodotte dalla lavorazione della birra le quali sono ricche di polifenoli, delle sostanze che le piante producono per curarsi le infezioni e che potrebbero avere la stessa funzione anche nell’uomo, come una sorta di farmaco vegetale.

Nello specifico, i polifenoli riducono la proliferazione di cellule tumorali inducendole ad una sorta di suicidio. La sensazionale scoperta, che potrebbe avere anche positive ricadute in termini di ambiente e riciclo di rifiuti, è apparsa anche sulla rivista scientifica “Scientific Reports – Nature”, la rivisita biomedica del gruppo “Nature“.

Il team di ricercatori che hanno svolto questa importante scoperta sono Marco Tatullo, Grazia Maria Simone, Franco Tarullo, Gianfranco Irlandese, Massimo Marelli e Andrea Ballini, coordinati dai docenti del Dipartimento di Scienze mediche di base, neuroscienze e organi di senso dell’università di Bari Tiziana Cocco, Danila De Vito e Salvatore Scasso, e da Luigi Santacroce, ricercatore di microbiologia dell’università barese, dipartimento jonico.

La ricerca è soltanto all’inizio e ci vorrà molto tempo per arrivare a creare, magari, un infuso di birra da poter somministrare ai malati di tumore, ma la scoperta è comunque fondamentale sia per la ricerca in Italia che si scontra ogni giorno con la mancanza di risorse sia per l’impatto ambientale che ne deriverebbe.

Nel laboratorio i ricercatori hanno visto che i polifenoli inibivano in qualche modo la proliferazione delle cellule tumorali, mentre quest’ultime, trattate con le acque di risulta della birra, creavano una sorta di “morte programmata” delle cellule.

Si tratta di una scoperta eccezionale che fa ben sperare sulla continuità della ricerca sui tumori, e non solo, in Italia.

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