12 dicembre 1945, nasceva Luciano Castellini: quel rinvio del gemellaggio col Genoa

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Era un portiere dotato di notevoli riflessi e doti acrobatiche. Spesso e volentieri nelle sue parate si esibiva in spettacolari voli plastici. In un sondaggio proposto nel 2010 da Radio Kiss Kiss è stato eletto dai tifosi azzurri il miglior portiere della storia del Calcio Napoli . Era soprannominato il “giaguaro” vista la velocità di ogni suo intervento. Lui era Luciano Castellini. Oggi, nel giorno del suo 71esimo compleanno, vi raccontiamo la sua storia.

Mosse i primi passi da giocatore nel Monza con cui militò in Serie B e C. Ivi rimase per ben 10 stagioni (dal ’60 al ’70) al punto da essere inserito nella Hall of Fame della compagine brianzola subito dopo il suo ritiro. Successivamente passò al Torino dove in 8 anni collezionò 264 presenze (201 in Serie A, 42 in Coppa Italia e 21 in Europa) vincendo Scudetto e Coppa Italia e consacrandosi definitivamente come uno dei migliori portieri in circolazione del nostro campionato.

Nel ’78 le chiavi della porta granata vennero affidate a Terraneo preferito proprio a Castellini che non ci pensò due volte ad accettare l’offerta di un Napoli che già da qualche mese a quella parte stava pressando la società piemontese per avere l’estremo difensore lombardo all’ombra del Vesuvio. Coi partenopei Castellini giocò sette stagioni (202 presenze fino al 1985) nel corso delle quali si distinse confermandosi un ottimo acquisto. L’annata ’80-’81 fu quella del record. Il giaguaro infatti entrò di diritto nella storia del club partenopeo divenendo il secondo portiere, dopo un tale Dino Zoff, a mantenere la porta inviolata per più tempo. Ci riuscì per 531 minuti consecutivi in 5 partite giocate. Verrà poi superato da De Sanctis nel 2009-10 con 588 minuti in 7 partite. Detiene inoltre il primato di imbattibilità interna della storia del campionato di Serie A, conseguito senpre con la maglia napoletana. Il 27 febbraio 1983 il portiere monzese subisce al San Paolo una rete da Altobelli, ma da allora la sua porta rimarrà inviolata per quasi un anno (12 partite intere più 2 spezzoni). Rimase imbattuto contro Torino 1-0, Cagliari 1-0, Fiorentina 1-0 e Cesena 1-0 nella stagione 1982-1983, e contro Genoa 0-0, Avellino 2-0, Ascoli 1-0, Pisa 0-0, Milan 0-0, Lazio 3-0, Torino 0-0 e Fiorentina 0-0 nella stagione 1983-1984. Il 29 gennaio 1984 il giaguaro si arrese a Platini dopo 1188 minuti d’imbattibilità (Napoli-Juventus 1-1). Numeri da capogiro. A 40 anni si ritira dal calcio giocato per iniziare una carriera da allenatore spesa quasi interamente all’Inter. Nell’89 venne infatti assunto come preparatore dei portieri: incarico che ricoprirà fino al 2003 quando poi si ritirerà in maniera definitiva (eccezion fatta per alcune occasioni con l’Under 21 italiana).

Al suo nome è legato anche lo strano episodio che fece nascere il bellissimo gemellaggio con il Genoa. Fino al gennaio 2013 infatti tutti credevano alla storia secondo cui il Napoli avesse lasciato segnare il rossoblu Faccenda al ’90 dell’ultima partita di campionato (risultato finale 2 a 2) facendo salvare il Grifone e mandando il Milan in Serie B. Ed invece, in una intervista a cuore aperto per il Guerin Sportivo, il nostro caro Luciano smentì tutti…

«Mi riferisco a tutte le malignità dette in occasione di quel mio infortunio contro il Genoa…Fu solo un banalissimo errore. Le braccia stavano andando a una velocità ridotta rispetto alla testa. Avevo già visto il pallone finire ai piedi del mio compagno, invece per poco non va in porta. Non c’è stata malafede: lo dimostra il fatto che dopo trenta anni sono ancora qua». Non c’è bisogno di scusarsi perché se ancora oggi esiste questo gemellaggio è soprattutto grazie te. Tanti auguri, Luciano!

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