Made in Sud, ascolti molto bassi: la conduzione di Gigi D’Alessio non funziona?

Ieri sera è andata in onda la prima puntata della nuova stagione di Made in Sud. Diverse sono state le novità della serata, a partire dall’inedita conduzione di Gigi D’Alessio, che prende il posto di Gigi e Ross, storici conduttori del programma. Oltre a loro anche Francesco Cicchella, eccezionale imitatore, ha abbandonato il programma.

Gli ascolti di questa prima puntata, però, confermano le critiche (un po’ prevenute) nei confronti di Gigi D’Alessio e della sua conduzione. La prima puntata di Made in Sud ha infatti totalizzato 1 milione e 554mila spettatori, per il 6,96% di share. Numeri nettamente in calo rispetto alla scorsa stagione. Si pensi che la prima puntata del 2016 totalizzò 2 milioni e 139mila spettatori, per il 9,83% di share.

Insomma, numeri in calo per il programma di Rai 2, che ha dovuto però vedersela con competitor importanti, come la fiction su Rai 1 (Un passo dal Cielo), l’Isola dei Famosi e la partita di Champions League. Al di là dei possibili motivi che potrebbero in parte spiegare gli ascolti in calo, il pomo della discordia resta sempre lui: Gigi D’Alessio.

Il cantautore ha emozionato con il suo monologo ma l’impressione, secondo la gran parte degli spettatori, è che la sua conduzione mal si adegui al programma. Troppo spesso i suoi interventi hanno “spezzato” il ritmo della trasmissione. Gigi e Ross sono comici bravissimi, che conoscono alla perfezione sia i tempi televisivi, sia quelli comici. Gigi D’Alessio non fa il comico di professione, e si vede.

C’è chi, inoltre, ha lamentato la presenza di troppi momenti cantanti. Inevitabile quando, alla conduzione del programma, c’è un presentatore che di mestiere fa il cantante. Siamo comunque ancora alla prima puntata, ed è presto per trarre conclusioni. Il cantautore napoletano dovrà necessariamente togliersi di dosso l’ombra di Gigi e Ross e, al tempo stesso, adeguarsi alla conduzione di un programma (per adesso) non nelle sue corde.

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