De Giovanni: “Noi meridionali a Pontida. Salvini? Se si pente, lo ascolterò”

Il recente caso del sindaco di Cantù Claudio Bizzozero ha riacceso l’atavico scontro tra Nord e Sud. “Napoli fogna infernale” è solo l’ultimo caso. Poco prima, infatti, c’è stato l’arrivo a Napoli del leader leghista Matteo Salvini. A nulla sono servite le dichiarazioni di pace di Salvini. Violenti scontri, infatti, si sono verificati in città. Tafferugli che hanno inevitabilmente sporcato l’immagine della città, sebbene la maggior parte dei napoletani protestasse contro Salvini con sfottò e pernacchie, in maniera del tutto pacifica.

Non solo per nel Sud c’è chi protesta contro le ideologie della Lega Nord, ma anche a Pontida, roccaforte leghista. Lo scrittore Maurizio De Giovanni ha accolto l’invito da parte di un gruppo di scrittori meridionali: “Scrittori terroni uniti – C’è del popolo in questo Paese“. Il prossimo 22 aprile, proprio a Pontida, ci sarà una manifestazione anti leghista, alla quale, come detto, parteciperà anche lo scrittore de “I bastardi di Pizzofalcone“.

De Giovanni ha parlato a Il Corriere del Mezzogiorno, ed ha spiegato il motivo della sua presenza alla manifestazione: “Certe persone hanno contribuito fortemente a creare una spaccatura culturale nel nostro Paese. Mentre se il Meridione avesse avuto la stessa velocità della Germania Est saremmo stati la locomotiva di europa. Purtroppo, invece, grazie a una posizione becera, ottusa e anticulturale come dimostrano anche le parole del sindaco di Cantù su Napoli, siamo nella situazione in cui ci troviamo oggi“.

Parole anche su Salvini, oggi profondamente cambiato rispetto a quando saltava e cantava sui cori contro i napoletani: “Non ci credo perché non ho sentito alcun passo indietro finora. Da parte mia non v’è alcun pregiudizio verso Salvini, atteggiamento che sarebbe ottuso e non culturale. Anzi, dico che se Salvini ci dovesse dimostrare che ha delle nuove idee e facesse un chiaro, esplicito voltafaccia rispetto al passato; E se quindi sentissi da parte sua un’abiura rispetto a tutto quanto affermato finora, ai toni forti e alle cose dette proprio a Pontida da lui, Borghezio, Calderoli, Bossi e altri contro i meridionali, sarei ben felice di prenderne atto. Ma siccome non ho sentito cose del genere, è legittimo diffidare“.

Prosegue: “Ribadisco che vorrei sentire un’abiura, principalmente dal punto di vista culturale. Nel senso, che me ne frego che dica che è colpa dei politici meridionali: voglio che ritratti quanto lui e il suo partito dicono da decenni circa la natura dei meridionali. Solo a quel punto sarò disposto ad ascoltarlo. Diciamo che dovrebbe dire: finora abbiamo detto delle sciocchezze, adesso parliamo di altro“.

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