Strage in Siria, il racconto: “Non ci sono medicine, curiamo i bambini con l’acqua”

L’atrocità dell’uomo non si ferma. Nelle ultime 24 ore, tutti i media hanno riportato immagini a dir poco sconvolgenti. E’ l’ennesimo atto di guerra in Siria. Quasi la normalità, ormai. Ma di fronte a oltre 70 morti, di cui anche bambini, abituarsi alla normalità è dannatamente difficile.

Un nuovo bombardamento, un raid aereo con gas tossici lanciato a Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib, sotto il controllo dei ribelli. “Tutte le prove che ho visto suggeriscono che è stato il regime di Assad – dice il ministro degli esteri britannico Boris Johnson – nella piena consapevolezza di usare armi illegali in un attacco barbaro contro il suo stesso popolo“.

Come detto, le immagini di questo bombardamento hanno fatto il giro del mondo. La questione in Medio Oriente continua ad essere uno dei problemi geo politici più complessi degli ultimi 20 anni. Davanti alle immagini delle stragi e alle testimonianze dei sopravvissuti, è anche difficile trovare una spiegazione razione. Perché, di fronte al male assoluto, l’irrazionale prende il sopravvento, e non si può che rimanere senza parole.

“Ero in ospedale e ho sentito due botti lontani, poi uno forte e mi sono ritrovato sotto le macerie”. Omar Najdat, giornalista siriano, racconta le atrocità vissute a Idlib. “Ero andato a Khan Sheikhoun dopo l’attacco per documentare la situazione. Sono andato nell’ospedale cittadino e un medico stava salvando due bambini intossicati dal gas contenuto nella prima bomba, sganciata da un aereo siriano“.

Liberatosi dalle macerie, Omar trova una macchina e la mette in moto, caricando altri due feriti. “Ho guidato fino al primo ospedale per essere curato. Qui non ci sono medicine: curano le intossicazioni da gas con l’acqua, facendoti lavare il viso e spogliandoti dei vestiti. Non abbiamo neanche le mascherine anti gas“. Uno dei tanti video è visibile a questo LINK.

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